Superlega FIFA Infantino
Gianni Infantino (Copyright: PETTER ARVIDSON, via Onefootball)

Tra i documenti parte del contratto costitutivo della tanto discussa Superlega c’è un riferimento a una condizione “necessaria” per lo sviluppo del nuovo progetto che avrebbe coinvolto anche Milan, Inter e Juventus.

Lo riporta il New York Times in un lungo articolo, spiegando che nelle pagine dell’accordo si evidenzia la necessità di un’intesa con la FIFA – inserita nel contratto con un nome in codice, ma chiaramente identificabile – per portare avanti il nuovo torneo “separatista”.

Se pubblicamente anche il presidente della FIFA, Gianni Infantino, si è schierato contro la Superlega, privatamente – stando a fonti molto vicine al progetto e sentite dal NYT – il dirigente svizzero era a conoscenza dei piani e i suoi sottoposti hanno tenuto diversi colloqui sul tema nei mesi precedenti.

Secondo il quotidiano le discussioni con la FIFA sulla Superlega sarebbero iniziate nel 2019 e avrebbero coinvolto un consorzio di advisor chiamato A22 e uomini vicini a Infantino, tra i quali il segretario generale FIFA Mattias Grafstrom.

In alcuni di questi incontri, il gruppo “separatista” avrebbe proposto in cambio del benestare della FIFA al nuovo torneo, la partecipazione di molti dei club coinvolti nel progetto anche al nuovo Mondiale per Club voluto dallo stesso Infantino.

Il supporto della FIFA era necessario per avere un certo livello di protezione su eventuali cause o punizioni, ma anche per rassicurare i calciatori che avrebbero preso parte alla Superlega, spaventati dalla possibilità di un’esclusione dalle rispettive nazionali.

Insomma, Florentino Perez e gli altri attori coinvolti trovarono in Infantino una persona aperta a nuove proposte. Forti di questo sostegno, fu allora che la banca d’affari statunitense JP Morgan si convinse della bontà dell’operazione e decise di finanziare il progetto.

Superlega dettagli Florentino
Florentino Perez (Copyright: Jonathan Moscrop/Sportimage)

Quando però iniziarono a girare le prime voci sul torneo, il presidente della UEFA Ceferin convocò Infantino per chiedergli se fosse coinvolto nel progetto. Il presidente della FIFA disse “no” e di lì a poco un comunicato congiunto di UEFA e FIFA sottolineò come un eventuale competizione chiusa non sarebbe mai stata riconosciuta dalle due Federazioni.

Una reazione che si trasformò in un vero e proprio shock per i club coinvolti, sicuri di avere il sostegno della FIFA. Non è chiaro – conclude il New York Times – se ci siano stati altri colloqui tra la FIFA e i club della Superlega nelle settimane prima che i club rivelassero il loro progetto.

Ma la FIFA è stata l’ultimo dei principali organi di governo del calcio a rilasciare un comunicato ufficiale sul nuovo progetto dopo che i club lo hanno reso pubblico, e lo ha fatto solo dopo che la UEFA, i massimi campionati nazionali e la politica hanno chiarito la loro opposizione.

Il tutto, utilizzando un linguaggio molto più sfumato e conciliante rispetto a quello duro della UEFA. La FIFA ha affermato di essere «fermamente a favore della solidarietà nel calcio e di un modello di ridistribuzione equo che può aiutare a sviluppare il calcio come sport, in particolare a livello globale».

«Possiamo solo disapprovare fortemente la creazione della Superlega. Una Superlega che sia un torneo chiuso. Una fuga dalle istituzioni attuali, dai campionati, dalle federazioni, dalla UEFA e dalla FIFA. C’è molto da perdere per il guadagno di pochi. Devono riflettere e devono assumersi la responsabilità», furono invece le parole di Infantino, esortato da Ceferin a prendere posizione.

A questo punto, rendendosi conto che il requisito “essenziale” di un supporto della FIFA sarebbe venuto meno, i primi club hanno iniziato a ritirarsi. Al calar della notte, tutti e sei i club inglesi avevano annunciato di essere fuori dal progetto. A mezzanotte, altri tre fondatori lo avevano seguito.

Oggi solo tre squadre – Real Madrid, Juventus e Barcellona – rimangono in attesa, rifiutandosi di firmare una lettera di scuse richiesta dalla UEFA come condizione per il loro reinserimento nel calcio europeo. Se non firmeranno, tutte e tre dovranno affrontare sanzioni significative, inclusa una potenziale squalifica dalla Champions League.

Infantino, nel frattempo, affronta pressioni e accuse di tradimento. Il presidente della Liga spagnola, Javier Tebas, lo ha apertamente definito una delle menti dietro la Superlega europea. «È lui che sta dietro alla uperlega, e gliel’ho già detto di persona. L’ho già detto e lo ripeto: dietro a tutto questo c’è il presidente della FIFA Gianni Infantino», le parole del dirigente spagnolo.

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