Salernitana Lotito cessione
Claudio Lotito (foto ESPA Photo Agency via Onefootball)

Claudio Lotito avrà tempo fino al 25 giugno per vendere la Salernitana a un’altra società, pena la non ammissione al campionato. Lo ha stabilito oggi il consiglio federale della Figc, riconoscendo all’attuale proprietà del club campano altri 14 giorni in più per definire la cessione rispetto a quanto previsto dall’articolo 16 bis delle Noif che vieta il possedimento di più di una società in capo allo stesso soggetto.

Attualmente, la proprietà della Salernitana è divisa in due, con un filone che porta da una parte alla famiglia Mezzaroma, dall’altra a Claudio Lotito, ma che di fatto è un’unica strada.

Il 50% della Salernitana è in mano alla società Morgenstern, a sua volta al 100% posseduta dalla Memini, il cui azionariato è suddiviso tra Marco Mezzaroma (55%), la sorella e moglie di Lotito Cristina Mezzaroma (40%) e il padre, Gianni Mezzaroma (5%).

L’altro 50% è della Omnia Service, il cui socio unico al 100% è a Enrico Lotito, figlio di Claudio. Se formalmente, quindi, il nome di Claudio Lotito non appare, tuttavia la Omnia Service appare tra le “parti correlate” legata alla Lazio nel bilancio bianoceleste.

Al 31 dicembre 2020, la U.S. Salernitana pesava sul bilancio della Lazio per un costo pari  0,79 milioni di euro, acquisto diritti alle prestazioni pari a 0,10 milioni, debito pari a 0,50 milioni e credito di Euro 0,16 al 31 dicembre 2020, per l’utilizzo di diritti commerciali e pubblicitari nell’obiettivo anche dell’impiego e valorizzazione del proprio patrimonio sportivo soprattutto del settore giovanile.

Nel bilancio al 30 giugno 2020, invece, la Salernitana ha registrato ricavi per 12,9 milioni di cui 9,85 milioni garantiti dalla Lazio “riferiti a cessione di diritti alle prestazioni sportive” e 1,24 milioni dalla S.S. Lazio Marketing & Communication S.p.A. per milioni, con un utile netto a bilancio di 611mila euro.

Lotito deve vendere la Salernitana? Il regolamento della Figc

Cosa dice, quindi, il regolamento della Figc? Nel comma 1 dell’articolo 16 del Noif  si specifica che alla stessa persona è vietato essere a capo di due club che militano nella stessa serie. Al quarto comma dell’articolo 16-bis delle Noif si legge: “Qualora sopravvengano situazioni tali da determinare in capo al medesimo soggetto situazioni di controllo diretto o indiretto in società della medesima categoria, i soggetti interessati dovranno darne immediata comunicazione alla FIGC e porvi termine entro i 30 giorni successivi”.

La Salernitana, quindi, dovrà cambiare la proprietà nel giro di un mese. E la nuova proprietà non potrà essere in alcun modo riconducibile al patron della Lazio, nemmeno per quanto riguarda parenti e affini.

Il riferimento in tal senso è al comma due dello stesso articolo 16: “Un soggetto ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini entro il quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un’influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali”. In tal senso, quindi, la Salernitana non potrà essere ceduta nemmeno alla famiglia Mezzaroma.

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