Malagò risponde a Infantino
Giovanni Malagò, presidente del CONI (foto Insidefoto.com)

Obiettivo Malagò-ter. La cornice del Tennis Club Bonacossa, a Milano, farà, in mattinata, da sfondo alla caccia del presidente uscente del Coni per la riconferma alla guida dello sport italiano anche nel prossimo quadriennio olimpico. Alla fine sarà una sfida a tre, visto che l’amico Franco Chiment ha fatto un passo indietro: contro Malagò restano in corsa gli sfidanti Renato Di Rocco e Antonella Bellutti, che puntano al colpo di coda nella giornata elettorale per spodestare l’attuale numero uno, in carica dal 2013.

La vigilia delle elezioni è andata in scena senza particolari colpi di scena, in un Consiglio riunito nel centro di Milano soprattutto per approvare il bilancio, chiuso con un utile di poco più di 4 milioni di euro. Nel corso della riunione, è arrivata la conferma del passo indietro da parte di Chimenti, presidente della Federgolf, che aveva presentato la sua candidatura in appoggio a Malagò.

Un Consiglio che ha visto anche un intervento di Franco Carraro, che domani presiederà l’assemblea elettiva e che oggi ha voluto ricordare come, nonostante la legge abbia tolto prerogative al Coni, sia stato proprio il Coni ad esempio a investire ingenti fondi per l’impiantistica sportiva e in particolare per gli impianti del Foro Italico, con soldi provenienti dallo Stato.

Una giornata quindi di fatto transitoria, verso la sfida di oggi a Milano, che torna ad ospitare le elezioni a 75 anni di distanza dall’unico Consiglio nazionale svolto lontano da Roma e dalla politica. L’obiettivo resta quota 38 voti (su 74 votanti), con Malagò che può contare sull’appoggio non solo di atleti e tecnici, ma anche di altri presidenti di spicco come Gianni Petrucci (numero uno della Federbasket ed ‘ex presidente del Coni) oltre a Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio.

Di Rocco (ex numero uno della Federciclismo) invece resta l’avversario più accreditato per Malagò, grazie al supporto di due nemici storici dell’attuale presidente (il numero uno della Fit Angelo Binaghi e quello della Fin Paolo Barelli) e puntando soprattutto il dito contro una gestione ritenuta “personalistica” e “inadeguata” da parte di Malagò negli ultimi anni. Più staccata, invece, la outsider Bellutti, bicampionessa olimpica di ciclismo e prima donna candidata nella storia alla presidenza. Oggi i tre sfidanti, in apertura dei lavori, avranno pochi minuti per presentare il proprio prorgramma, poi si passerà alla votazione, con Malagò che punta ad un altro quadriennio alla guida dello sport italiano.

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