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John Elkann (Insidefoto)

Nel primo trimestre la Ferrari ha visto salire l’utile netto del 24% a 206 milioni di euro, un dato superiore alle previsioni (192 milioni).

I ricavi sono aumentati dell’8% a 1,011 miliardi, mentre il consensus attendeva un dato a 1,032 miliardi. Nei tre mesi sono state consegnate in totale 2.771 unita’, in lieve aumento (+1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’Ebitda e’ stato pari a 376 milioni, in aumento del 18,6% rispetto all’anno precedente, con un margine Ebitda pari al 37,2% (dal 34%).

L’Ebit si e’ attestato a 266 milioni, in aumento del 20,9%, con un margine Ebit pari al 26,3% (sostanzialmente invariato).

Nel trimestre la generazione di free cash flow industriale, pari a 147 milioni, mentre l’indebitamento industriale netto e’ stato di 420 milioni (da 543 milioni).

I numeri però non sono piaciuti alla borsa. Soprattutto lo slittamento della pubblicazione degli obiettivi al 2022. E il titolo perde sensibilmente sul listino.

“Questa forte partenza d’anno è promettente per il resto del 2021, testimonia la resilienza del nostro modello di business e lo straordinario lavoro delle donne e degli uomini della Ferrari. Guardando al futuro, ci aspettiamo che l’approccio prudenziale adottato nel 2020, e che continua nel 2021, nel modificare i nostri investimenti in risposta all’emergenza da Covid-19 posticiperà di un anno il raggiungimento della nostra guidance 2022″. Così John Elkann, presidente e ad della Ferrari, commenta i risultati del primo trimestre.

“Tuttavia, la robustezza del nostro portafoglio ordini e i nuovi eccezionali modelli che lanceremo negli anni a venire forniscono una base solida sulla quale costruire le nostre future ambizioni”, aggiunge Elkann.