Il presidente biancoceleste Claudio Lotito (copyright: Andrea Falcone/via Onefootball)

Nuovo capitolo in arrivo nel caso Lazio-tamponi. Come riporta la Gazzetta dello Sport, nella mattinata di oggi il club biancoceleste e la Procura federale esporranno le ragioni dei rispettivi ricorsi dopo la sentenza del Tribunale federale.

Quest’ultimo condannava a sette mesi di inibizione il presidente della Lazio Claudio Lotito, e a 12 mesi i medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia. Condanne a cui si aggiunge anche una multa da 150.000 euro verso la società. Si tratta comunque di una pena ridotta rispetto alle sanzioni richieste in primo grado dalla Procura: 13 mesi a Lotito, 16 ai medici, con multa da 200.000 euro.

Il giudice Mastrocola aveva poi optato per la riduzione. A questo punto le parti si scontrano: da un lato la Lazio, che chiede l’assoluzione, dall’altro l’accusa, che chiede la conferma delle sanzioni stabilite in primo grado.

Al centro della vicenda vi è la mancata comunicazione delle positività alla ASL, oltre a l’aver schierato un giocatore risultato positivo (Ciro Immobile) senza che esso avesse rispettato i 10 giorni di quarantena. In ogni caso, la condanna di Lotito a 13 mesi avrebbe effetti anche dal punto di vista federale: il presidente biancoceleste decadrebbe da ogni carica che detiene al momento, senza possibilità di ricandidarsi per 10 anni.