Javier Tebas, presidente della Liga (copyright: Oscar J. Barroso/via Onefootball)

L’uragano Superlega sembra ormai passato, ma per le dichiarazioni e le prese di posizione siamo solo agli inizi. Questa volta è il turno di Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, che ha convocato una conferenza stampa congiunta con i presidenti di Siviglia, Betis Siviglia, Levante, Valencia e Villareal.

Tebas è stato molto polemico con i 12 club fondatori, sia sulla Superliga in quanto tale che sulle motivazioni che avrebbero spinto alla sua creazione:

“Il progetto si sta sciogliendo come neve al sole. La cosa negativa è il messaggio che è stato dato. Non possono dirci che vengono a salvarci dalla rovina, perché non è vero. Né che non danneggino le competizioni nazionali. Lo fanno, economicamente e in modo sportivo. Nella meritocrazia. E infine: se fosse stato un progetto così buono, non lo avrebbero fatto di nascosto”.

Tebas ha poi parlato di “razionalizzazione delle spese” come la via migliore per salvare il calcio europeo. Il tutto deve passare anche dalla riforma della Champions League, ma alcuni club “dopo aver votato per riformarla sono andati a far saltare in aria il sistema”.

Per quanto riguarda le spagnole coinvolte, Tebas riporta che vi è una “minima possibilità” di espulsione dalla UEFA, e che comunque la partecipazione alla prossima competizione passa anche dalla volontà delle società: “Per partecipare devono firmare un’adesione volontaria. Vediamo se vogliono farlo alle condizioni che dice la Uefa. Si fa a maggio, non è rimasto molto tempo”.

In ogni caso, la Superlega così come è stata concepita è stata dichiarata “morta”, cosa su cui i fondatori “devono farsene una ragione”. La situazione è delicata, ma non è ancora così drammatica: “Sono sorpreso che un uomo d’affari comeFlorentino Pérez si sbagli, così come vedere che ognuno trae la conclusione che vuole. Non siamo rovinati, non dobbiamo prendere misure eccezionali”.

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