Liga pubblico stadi
Javier Tebas (Foto La Liga)

Emerge un senso di speranza, pur condita da un velo di preoccupazione, dalle dichiarazioni che Javier Tebas, presidente della Liga, ha rilasciato in una conferenza realizzata a Saragozza. Le parole, riportate da Sport.es, testimoniano comunque l’apprensione di Tebas sulla salute del movimento calcistico spagnolo, ma scongiurano scenari catastrofici: “Una situazione non buona, ma nemmeno catastrofica“, spiega il numero uno della Liga

“La situazione è preoccupante, ma non troppo” ha dichiarato Tebas. “La riduzione degli stipendi dei giocatori è stata importante per questo. Penso che da questa pandemia la Lega spagnola sia quella che uscirà meno male rispetto alle altre”.

Il presidente ha parlato di perdite fino a un miliardo entro il 30 settembre. “Di questo miliardo, 750 milioni sono stati finanziati da banche o fondi di investimento, il resto dalle tasche dei club”. Tebas ha inoltre precisato che la pandemia ha “impattato maggiormente i grandi club”, per via del danno proporzionalmente più grande generato dallo stop agli ingressi negli stadi.

Tebas ha poi parlato della solidità finanziaria della Liga: “Il settore finanziario ha fiducia in noi. Nella pandemia, erano preoccupati se saremmo stati in grado di competere o meno. Tuttavia, più di venti organizzazioni finanziarie ci hanno prestato denaro”.

Per quanto riguarda il ritorno dei tifosi negli stadi, il presidente della Liga ha aggiunto: “Noi siamo disposti a riaprire domani, ma non decidiamo noi. Spero che nelle ultime partite di campionato si possa vedere il pubblico in misura proporzionale”.

Infine, Tebas ha speso qualche parola sulla prossima campagna trasferimenti: “[I trasferimenti] sono già stati ridotti questo inverno. Ci possono essere operazioni puntuali ed eccezionali, ma dal punto di vista globale diminuiranno. Ci saranno scambi di giocatori. Sarà meno dell’anno scorso”.

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