Steven Zhang (Foto Antonello Sammarco / Image sport / Insidefoto)
Steven Zhang (Foto Antonello Sammarco / Image sport / Insidefoto)

Uno scudetto da vincere e una situazione societaria da chiarire. Settimane importanti aspettano l’Inter, in campo e fuori. Da una parte Lukaku e compagni vanno a caccia dei 13 punti che dividono la squadra di Conte dal matematico successo in campionato, dall’altro Zhang e la società stanno lavorando per superare le difficoltà degli ultimi mesi.

Tutte le ipotesi emerse da gennaio in poi sono naufragate, da Bc Partners a PIF, tra richieste di Suning ritenute eccessive e trattative mai andate oltre un primo approccio. Ora si guarda agli Usa per trovare una soluzione: l’ipotesi allo studio, secondo ambienti interisti, riguarda la quota di minoranza in mano a LionRock, fondo di Hong Kong da sempre vicino a Suning, che potrebbe diventare così americana. Non però nelle mani di un solo socio: potrebbe un gruppo selezionato di investitori ad acquisire il 31,05% che oggi è del fondo, in modo anche da limitare l’esborso.

LionRock nel 2019 aveva acquistato le quote all’epoca in mano ad Erick Thohir per una cifra pari a circa 150 milioni, secondo le indiscrezioni. Nonostante Suning avesse valutato l’Inter un miliardo nelle trattative con Bc Partners, sembra tuttavia difficile che LionRock possa uscire incassando il doppio di quanto investito (considerando che il 31% sarebbe valutato intorno ai 300 milioni), anche considerando che ha avuto comunque un ruolo marginale, visto che si pensava potesse aiutare la gestione ordinaria a livello di liquidità superando gli ostacoli per Suning in Cina, ma non è mai intervenuto direttamente.

Oltre ad acquistare la quota di LionRock, i nuovi soci dovrebbero poi intervenire anche a livello di liquidità: strada complicata attraverso aumenti di capitale (anche se Suning potrebbe non partecipare diluendo così la sua quota, oggi del 68,55%, ma mantenendo la maggioranza), ma le ipotesi potrebbero essere altre, come un prestito soci riservato ai nuovi entranti. Senza dimenticare l’opzione del prestito-ponte che la società sta continuando a valutare, oltre al tema rifinanziamento per il bond da 375 milioni in scadenza al 31 dicembre 2022.

Anche perché le scadenze restano tali, anche se spostate verso fine stagione: andranno infatti saldati gli stipendi rinviati nelle scorse settimane per i giocatori, oltre a saldare quelli per gli ultimi mesi della stagione. Ma si tratta anche del periodo in cui iniziano ad essere analizzate le situazioni per il budget della prossima stagione, tra mercato e spese: un tema su cui potrebbe essere importante anche il nuovo sponsor di maglia, altro discorso sul tavolo della società visto che l’accordo con Pirelli scadrà il prossimo 30 giugno. Una situazione in divenire, tra campo e società.

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