Real Madrid Barcellona
(Copyright: David Ramirez)

Non ci sarà il pubblico, ma oltre 650 milioni di spettatori sono attesi in giro per il mondo. E’ il giorno del Clasico in Spagna, la grande sfida che mette di fronte Real Madrid e Barcellona e che nelle ultime sei stagioni è stata sinonimo di successo in Liga, dato che dal 2014/15 sono proprio i Blancos e i blaugrana a spartirsi i trionfi in campionato.

L’Atletico Madrid ha sempre cercato di rendersi protagonista, spesso con stagioni di ottimo livello, ma è dal 2013/14 – più in generale ci è riuscito una sola volta negli ultimi 25 anni – che non riesce a mettere le mani sulla Liga.

Quella attuale sembrava essere la stagione buona per un ritorno al successo, con i Colchoneros in grado di mettere parecchi punti tra sé e le inseguitrici. Ma qualche inciampo e il “risveglio” di Real e Barcellona hanno portato a un finale a tre ancora tutto da scrivere, e che potrebbe prendere una direzione precisa già con il Clasico di questa sera (CLICCA QUI PER SEGUIRE IL MATCH IN STREAMING).

Real Madrid Barcellona, le rose a confronto

Del resto, la stagione dei due colossi del calcio spagnolo non era partita nel migliore dei modi. L’emergenza Coronavirus ha limitato – se non azzerato – le operazioni sul mercato, con il Real Madrid che ha portato a termine solamente trasferimenti in uscita e il Barcellona che ha visto arrivare:

  • Pjanic (nell’ambito dell’affare che ha portato Arthur alla Juventus),
  • Trincao (acquisto già definito a gennaio 2020, nell’era pre Covid)
  • Sergiño Dest (unico vero acquisto del mercato estivo)

Nonostante le operazioni ridotte, il valore delle rose dei due club è rimasto di altissimo livello. La sfida – secondo i dati di Transfermarkt – viene vinta dai blaugrana che mettono in vetrina “gioielli” per 823 milioni, contro i 745 milioni del Real Madrid. Per i catalani pesano i valori di Messi, De Jong e Ansu Fati (tutti e tre valutati 80 milioni), mentre il più costoso per i madrileni risulta essere il portiere Courtois (75 milioni).

Real Madrid Barcellona, l’effetto Covid sui bilanci

Ma il mercato praticamente assente è stata solamente una delle conseguenze dell’emergenza Coronavirus, la cui crisi conseguente ha colpito anche il mondo del pallone, fino a toccare le corde delle società al top per fatturato, tra le quali proprio le spagnole.

E così il Barcellona è passato da una previsione di oltre un miliardo di ricavi – traguardo che sarebbe stato storico per il club – a un fatturato di 855 milioni di euro. Un dato sul quale ha pesato la mancanza di quel pubblico che anche stasera non potrà assistere all’incontro e che ha portato a un calo dei ricavi da stadio del 24% nel 2019/20.

Non solo. Il calo è stato evidente anche nei ricavi commerciali (-9% rispetto alla stagione 2019/19) e nei ricavi da diritti televisivi (-17%), a causa dello slittamento di diverse partite tra campionato e coppe nell’esercizio 2020/21. Riduzione delle entrate alla quale non è seguito un equo abbassamento dei costi, per un rosso di 97 milioni di euro nella scorsa stagione.

Dall’altra parte, il Real Madrid è riuscito a contenere meglio i danni derivanti dalla pandemia, chiudendo con un utile di 300 mila euro la stagione 2019/20. I ricavi per i Blancos sono stati pari a 714 milioni di euro (contro i circa 822 inizialmente previsti), ma l’effetto Covid si è fatto ugualmente sentire.

I ricavi da stadio sono calati a 127,4 milioni di euro, contro i 175 milioni della stagione precedente (e sono praticamente azzerati nella stagione in corso). In calo anche i ricavi da diritti tv – -24 milioni circa sul 2018/19, anche in questo caso per lo slittamento delle gare nell’esercizio in corso –, mentre sono cresciuti i ricavi commerciali.

Le previsioni indicano per la stagione attualmente in corsa un calo dei ricavi a 616 milioni di euro circa, con una crescita dei proventi da diritti televisivi e una diminuzione dei ricavi commerciali. Dati che – in attesa anche di capire fin dove si spingerà il Real in Champions – dovrebbero portare la società a chiudere il 2020/21 con un rosso di 88 milioni.

Real Madrid Barcellona, i restyling degli stadi a confronto

In questo quadro, è dunque evidente come il ritorno del pubblico sia da considerare come fattore fondamentale per la “rinascita” dei club e per aiutare – nel caso di Real e Barcellona – la ripresa della corsa verso “il miliardo”.

E proprio gli stadi delle due società sono al centro di due giganteschi progetti di riqualificazione, che li trasformeranno – e ne modificheranno l’area circostante – nel prossimo futuro. A cominciare dal Santiago Bernabeu, per il quale il Real si è mosso con anticipo tanto da decidere di disputare le gare interne allo stadio Di Stefano e di lasciare libero l’impianto affinchè il restyling proceda più rapidamente.

Una mossa che dovrebbe consentire ai Blancos di completare la riqualificazione della struttura entro il 2022, anziché nel 2023. Al termine dei lavori, il Bernabeu avrà cambiato completamente volto e – come voluto da Florentino Perez – sarà un vero e proprio simbolo di architettura, con una chiara identità.

Tra le operazioni più interessanti ricordiamo che la struttura sarà dotata di un tetto che si potrà aprire e chiudere nello spazio di 15 minuti. Le tribune – all’interno – rimarranno pressochè identiche a ora, mentre l’aspetto esterno cambierà radicalmente, grazie a un rivestimento in lastre di acciaio inossidabile.

Da non dimenticare inoltre il campo retrattile, che potrà “scomparire” grazie a un’opera di ingegneria che porterà alla realizzazione di uno spazio sotterraneo in cui potranno “accomodarsi” le varie parti del terreno di gioco.

A questa opera maestosa farà da contraltare l’altro progetto di restyling, quello del Barcellona per il Camp Nou, che è stato denominato “Espai Barça”. Si tratta di un’opera che ha come punto centrale la completa ristrutturazione della casa dei catalani, che potrà ospitare fino a 105 mila spettatori.

Non solo, il rinnovamento comprenderà anche modifiche strutturali che riguarderanno anche le tribune, l’installazione di un tetto e di uno schermo circolare, la creazione di tantissimi nuovi spazi commerciali interni ed esterni ed un parcheggio sotterraneo.

Come parte del progetto è già stato costruito il nuovo “Estadi Johan Cruyff”, struttura utilizzata dalla squadra B blaugrana al posto del “Mini Estadi” e dalle formazioni femminili e giovanili del club. E ancora, è prevista anche la riqualificazione del Palau Blaugrana, che sarà ribattezzato “Nou Palau Blaugrana”.

L’obiettivo è arrivare a completare la mastodontica riqualificazione entro il 2024, anche se il presidente Laporta ha ammesso che i tempi stringono: «La costruzione del nuovo Camp Nou è il progetto più importante ed emblematico del club nei prossimi cento anni e dobbiamo farlo molto bene», ha detto un paio di mesi fa.

«Vorremmo che l’Espai Barça coincidesse con il 125 ° anniversario nel 2024, anche se sarebbe forzare la macchina. Montjuic soluzione temporanea? Potrebbe essere, se lasciamo il Camp Nou. Ci apre una grande incertezza farlo in più fasi, perché andremmo piano, in sei anni. Gli esperti ci assicurano che possono volerci anche sette anni o più», le parole del presidente blaugrana.

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