Più giovani, più social e più attenti all’aspetto economico delle alternative. È questo l’identikit dell’abbonato ai servizi di streaming online, rispetto a chi è abbonato alla pay-tv tradizionale. YouGov, una delle principali società di ricerche di mercato a livello internazionale con un forte focus in ambito sportivo, ha infatti realizzato una ricerca per Calcio e Finanza in cui viene analizzato il rapporto tra gli appassionati di calcio e la pay-tv, tra piattaforme tradizionali e l’avvento dei colossi dello streaming. Uno “scontro” generazionale, a cui stiamo assistendo anche in questi giorni, dopo la conferma che la Serie A si vedrà tutta su Dazn a partire dalla prossima stagione.

Il calcio è infatti di gran lunga lo sport più seguito in tv: il 52% degli intervistati nella ricerca di YouGov infatti ha visto almeno una partita interamente negli ultimi 12 mesi. E, per quanto riguarda le competizioni calcistiche, la Serie A è il torneo nettamente più seguito.

Gli abbonati ad una pay-tv (sia classica che online) sono circa il 52% di chi ha affermato di seguire il calcio in tv o su altri supporti visivi: c’è chi è abbonato solo alla pay-tv classica (21%), chi solo alle piattaforme di streaming (17%) e chi invece ha entrambi gli abbonamenti (14%). E tra chi non è abbonato (48%), l’eccessivo costo dell’abbonamento è la motivazione maggiormente indicata: gli abbonati, infatti, mostrano condizioni socio-economiche migliori rispetto a chi non ha nessun tipo di contratto con le pay-tv.

Ma cosa differenzia gli abbonati alla pay-tv tradizionale da quelli abbonati alla pay-tv online? Innanzitutto l’età, ma anche il reddito, gli interessi in tv e anche le capacità di fruizione dei contenuti su internet.

Secondo YouGov, infatti, l’abbonato tipo alla pay-tv classica ha più di 55 anni (45% degli abbonati), ha un nucleo familiare di 2 persone (31%), un reddito lordo oltre i 50mila euro annui (10%), guarda anche programmi tv di cucina (57%) e ritiene che la sua pensione è o sarà adeguata (26%).

L’abbonato tipo alla pay-tv online, invece, rientra nella fascia 18-35 (28%), spesso vive con i genitori (18%) ma soprattutto è già attivo su internet sia sui social (il 32% posta abitualmente su Instagram) che su film, programmi o piattaforme gaming (55%), oltre a ritenere che la propria pensione sarà inadeguata (per il 45%).

Per quanto riguarda l’età, il 50% di chi è abbonato alla pay-tv online ha quindi meno di 44 anni, mentre il 66% di chi è abbonato alla pay-tv tradizionale rientra nella fascia over 45.

Una differenza che si riflette anche sulle motivazioni di chi sottoscrive una delle due tipologie: chi sceglie la pay-tv classica guarda soprattutto (43%) ai servizi aggiuntivi (come cinema e serie tv), mentre chi preferisce la pay-tv online valuta maggiormente i minori costi (40%) e la flessibilità garantita da internet (28%).

Posizioni che, ovviamente, potranno cambiare nel futuro prossimo, anche alla luce della decisione della Lega Serie A di assegnare i diritti tv del campionato per il triennio 2021-2024 a Dazn. Tanto che, secondo la ricerca di YouGov, il 16% di chi è oggi abbonato in esclusiva alla pay-tv classica passerà nel prossimo futuro a quella online (un numero probabilmente al rialzo, considerando che la ricerca è stata realizzata prima della notizia dell’assegnazione a Dazn dei diritti tv della Serie A nel prossimo triennio). Una maggiore capacità attrattiva che caratterizza la pay-tv online rispetto a classica anche tra chi non è ad oggi abbonato: il 10% infatti tra chi non ha nessun contratto ha intenzione di abbonarsi ad una piattaforma streaming entro i prossimi 1-2 anni.

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