Conte rimane Inter
Antonio Conte, allenatore dell'Inter (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

Proseguono i guai con la giustizia per Massimo Bochiccio, il presunto consultente finanziario già accusato di aver truffato (tra gli altri) Antonio Conte, allenatore dell’Inter. Il Tribunale del Riesame di Milano ha confermato il sequestro fino a 10,9 miliardi di euro, eseguito dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza a fine febbraio.

Al broker viene contestato di aver riciclato denaro dei suoi clienti. Tra i sequestri, anche un immobile di pregio a Cortina d’Ampezzo, un vaso di Picasso, alcune opere di Balla e Schifano, foto di Richard Avedon e oltre un milione di euro su conti correnti e polizze.

Bochicchio dal 2011 avrebbe “raccolto attraverso le società Kidman Asset Management e Tiber Capital” da lui create, controllate e guidate a Londra (città dove viveva con mogli e figli prima di volare a Dubai) “cospicui capitali dei propri clienti”.

Soldi che avrebbe ‘dirottato’ in investimenti “anche in Paesi a ridotta tassazione, massima tutela della riservatezza e bassa collaborazione giudiziaria, come Singapore, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti, promettendo alti rendimenti e, in caso di necessità, anche l’assoluta riservatezza (…), omettendo i controlli antiriciclaggio prescritti” e cercando di “occultare o ad ostacolare l’identificazione degli effettivi beneficiari delle somme di denaro”, investite con strumenti ad “alto rischio”. 

Tra i nomi dei suoi clienti (non indagati) figurano altri volti ed ex volti del mondo del pallone, tra cui Patrice Evra e l’ex ct della Nazionale Marcello Lippi.

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