Diritti Tv tutela consumatori
(foto Insidefoto.com)

Il tempo stringe sui diritti tv e la Lega Serie A cerca la soluzione, mentre i toni si fanno sempre più accesi: la fumata bianca, però, sembra avvicinarsi, anche se in Lega le certezze sono tali solo al momento delle firme.

Si avvicina infatti la data del 29 marzo, quando scadranno le proposte dei due broadcasters per trasmettere il campionato nel prossimo triennio, con il rischio che la Lega debba ripartire da zero o quasi. Domani i club proveranno a superare l’impasse in una nuova assemblea: servono 14 voti a favore per arrivare ad un accordo, cifra avvicinata ma mai raggiunta dal fronte pro-Dazn, che nell’ultima votazione di martedì ha visto aggiungersi anche il Torino di Urbano Cairo fermandosi però nuovamente a quota 11.

A sbloccare la situazione può essere l’ipotesi di assegnare già domani non solo il pacchetto da 7 partite a giornata in esclusiva e 3 in co-esclusiva a Dazn (con offerta da 840 milioni annui), ma anche il pacchetto con le 3 gare di cui sopra in co-esclusiva a Sky (che aveva offerto 70 milioni a stagione), chiudendo all’idea di rimetterlo in vendita per mettere in vendita anche una partita in chiaro.

Intanto il clima resta teso, non solo tra i club, ma anche tra i broadcasters e la stessa Lega. In serata è arrivata infatti la replica dell’ad De Siervo alla lettera che martedì scorso Sky ha inviato alle società, con cui la pay-tv si era detta disposta a confermare la sua offerta oltre alla scadenza del 29 marzo ed, eventualmente, a migliorare la proposta in caso di migliori condizioni previste nel nuovo bando.

“Evidenziamo nuovamente l’irritualità della vostra comunicazione e vi ribadiamo l’obbligo di buona fede imposto a tutti gli offerenti che comporta il dovere di astenersi da ogni comportamento che possa turbare lo svolgimento della procedura di gara”, la risposta della Lega Serie A, evocando lo spettro della turbativa d’asta a cui già aveva richiamato ieri Dazn.