Il Corriere del Ticino, principale quotidiano del cantone della Svizzera italiana, ha pubblicato la classifica dei compensi dei principali manager della confederazione elvetica. Paese, dove le imprese più importanti sono le banche e le aziende farmaceutiche.
L’anno del Coronavirus non è stato un problema per i grandi dirigenti d’azienda, perlomeno non dal profilo finanziario personale: la pioggia di milioni non si è interrotta, si è anzi in generale fatta più fitta.
In particolare, l’aumento più forte in busta paga – si parla di remunerazioni complessive, che comprendono salario e bonus – se lo è visto attribuire il Ceo di Novartis Vasant Narasimhan, che nel 2020 ha incassato 12,7 milioni di franchi, il 20% in più dei dodici mesi precedenti.
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Anche Sergio Ermotti – presidente della direzione di UBS sino alla fine di ottobre – ha visto il compenso lievitare, con un aumento del 7% a 13,3 milioni. Nell’esclusivo club dei salariati milionari a doppia cifra non poteva mancare il numero uno di Nestlé Marc Schneider, che con 10,7 milioni ha beneficiato di un ritoccoì verso l’alto del 3%.
Tra i manager delle aziende nell’SMI – il principale indice borsistico elvetico – regna sovrano il ceo di Roche Severin Schwan. La sua remunerazione si è attestata a 14,6 milioni di franchi, in qualche modo però in contro tendenza: subisce infatti un calo del 3%, anche perché il dirigente ha rinunciato a mezzo milione proprio per via dell’emergenza Coronavirus.
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I quattro super-impiegati sono seguiti dai ceo di ABB Björn Rosengren (9,1 milioni, in carica dal primo marzo 2020), di Zurich Mario Greco (8,8 milioni) e di LafargeHolcim Jan Jenisch (7,9 milioni). In attesa di un quadro completo i “magnifici sette” citati – scrive il quotidiano – hanno incassato complessivamente 77 milioni.
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