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Cristiano Ronaldo(Photo Federico Tardito / Insidefoto)

Sono passati 974 giorni da quando Cristiano Ronaldo è sbarcato ufficialmente nel pianeta Juventus. Oltre due anni e mezzo in cui il palmares del portoghese e dei bianconeri è cresciuto grazie ai due scudetti e ai due successi nella Supercoppa italiana. All’appello, però, continua a mancare il trofeo per cui il portoghese è arrivato in Italia: la Champions League. “Cercheremo di vincere la Champions, che sarà il nostro obiettivo in questi anni”, aveva detto il vicepresidente Pavel Nedved pochi mesi dopo l’acquisto di CR7.

L’eliminazione col Porto rappresenta così il terzo capitolo di una avventura europea che non è per niente decollata, anzi: certo c’è stata qualche fiammata (la tripletta all’Atletico Madrid, la doppietta nel 3-0 al Camp Nou quest’anno), ma non è bastato per andare oltre gli ottavi nelle ultime due stagioni, dopo il ko con l’Ajax nei quarti nella stagione 2018/19.

Certo, c’è ancora la quarta occasione considerando che il contratto di Ronaldo scadrà il 30 giugno 2022 (“il rinnovo non è all’ordine del giorno al momento”, ha detto ieri Paratici), a meno di sorprese improvvise la prossima estate. Ma, al di là dell’aspetto sportivo, dopo tre stagioni la domanda è se, finora, il maggior investimento della storia bianconera abbia portato gli effetti sperati dal punto di vista economico.

Cristiano Ronaldo e i conti della Juve

Va detto in primo luogo che il management della Juventus, in via precauzionale, ha stabilito che le stime prudenziali per l’esercizio 2020/21 erano basate sul raggiungimento degli ottavi di Champions.

Ciò detto, è evidente che l’eliminazione per mano del Porto rappresenta una delusione enorme sia per i tifosi che per le casse del club.

Entrando nel dettaglio del costo di Ronaldo, va detto che il peso dell’operazione CR7, infatti, è particolarmente alto: costato 115,5 milioni, il portoghese pesa ogni anno sui conti della Juventus per circa 86,2 milioni (circa 28,8 milioni di ammortamenti e 57,3 di stipendio lordo, che sale intorno ai 64 considerando il costo azienda).

Cifre che hanno portato a una crescita tra le spese per il club: il costo della rosa (stipendi tesserati+ammortamenti) è passato dai 300 milioni del 2017/18 a 388,9 milioni di euro del 2019/20, con quest’ultima stagione su cui pesa l’accordo tra club e giocatori sul taglio di quattro mesi di stipendi.

Quale è stato, invece, l’impatto sul fatturato?

Dal punto di vista commerciale, i ricavi da sponsor della Juventus nel 2017/18, quindi prima di Ronaldo, erano stati pari a 86,9 milioni: nel 2019/20, nonostante il Covid, il club bianconero ha registrato entrate pari a 129,6 milioni (+49%), che potrebbero ulteriormente salire nel 2020/21 considerando che nel primo semestre i ricavi commerciali erano pari a 69,5 milioni (+6% rispetto al 31 dicembre 2019). Una crescita spinta dai rinnovi con Adidas (accordo passato da 23 a 51 milioni a stagione) e con Jeep (da 17 a 45 milioni annui), marchio che ora fa parte di Stellantis (il cui azionista di maggioranza è Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann).

Anche perché l’aumento dei followers sui social (superata quota 100 milioni) non ha una diretta correlazione con l’aumento dei ricavi commerciali. Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer bianconero, aveva spiegato che si tratta di un aspetto importante anche per gli sponsor, ma «solo in parte. C’è una piccola correlazione fra il prezzo pagato da uno sponsor e il numero di follower, ma le aziende chiedono il cosiddetto “engagement”, ovvero la capacità di coinvolgere i follower, di renderli attivi e interessati alle proposte del club».

A livello commerciale, l’altra fonte di entrate in possibile aumento con l’arrivo di Ronaldo è quella relativa al merchandising: la gestione interna da parte della Juventus ha portato a far salire i ricavi dai 16,3 milioni netti del 2017/18 a 26,5 milioni nel 2018/19, con impatto legato al Covid poi nel 2019/20 (12 milioni) e nel primo semestre del 2020/21 (9 milioni).

Discorso simile a quello relativo a biglietti e abbonamenti: tra il 2017/18 e il 2018/19 i ricavi dal botteghino tra Serie A e Champions erano saliti del 32% (da 42 a 56 milioni), crescita seguita dal calo post-lockdown per gli stadi chiusi.

CR7, la Champions e i debiti

L’altro aspetto su cui Ronaldo avrebbe potuto avere impatto è legato ai diritti tv della Champions League, considerando che l’obiettivo era quello di arrivare fino in fondo. Più si va avanti, più soldi arrivano dall’Uefa: con il portoghese in squadra, pur essendo aumentati i premi per la Champions, i ricavi sono stati leggermente inferiori. Nel triennio con Ronaldo in squadra la Juve ha incassato (comprese le stime sulla stagione 2020/21) intorno ai 260 milioni di euro: nel triennio precedente (2015/16, 2016/17 e 2017/18) nelle casse bianconere erano arrivati 264 milioni, complici risultati superiori (ottavi-finale-quarti contro quarti-ottavi-ottavi).

Va detto, però, che in questo lasso di tempo c’è stato un incremento del valore della società, tanto che l’aumento della quotazione e della capitalizzazione di Borsa è stato pari al 40% circa. Questo però non significa che i problemi non siano mancati, anche perché nel frattempo la Juventus ha dovuto cercare all’esterno la liquidità necessaria: prima lanciando un bond da 175 milioni (per ristrutturare il debito) nel febbraio 2019 con scadenza al 2024, poi  nel dicembre 2019 con un aumento di capitale da 300 milioni, a cui Exor ha partecipato per 191 milioni, per ripianare le perdite degli ultimi anni (-19 milioni nel 2017/18 pre-Ronaldo, poi -40 nel 2018/19, -90 nel 2019/20 e -113,7 al 31 dicembre 2020, con l’impatto del Covid sugli ultimi due dati). Anche perché la il club bianconero, come la maggior parte delle società calcistiche, brucia velocemente la sua cassa. L’indebitamento finanziario netto è passato da 309,8 milioni al 30 giugno 2019 ai 463,5 milioni un anno dopo, scendendo fino a quota 357 milioni al 31 dicembre 2020.

Tornando al fatturato, dalla stagione 2018/19 fino al 31 dicembre 2020, la Juventus ha registrato ricavi per complessivi 1,15 miliardi di euro (al netto delle plusvalenze), mentre Cristiano Ronaldo ha avuto costi per circa 215milioni: in sostanza, il 20% del fatturato della Juventus è servito per pagare i costi del portoghese. In parte anche per merito del suo impatto, seppur non sia bastato per “ripagarsi da solo”, come in tanti hanno provato a giustificare la spesa.

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