Il colosso Mohawk vuole Mapei, gli Squinzi dicono no

L’emergenza Coronavirus ha portato diverse aziende a cercare interessanti occasioni d’acquisto. Dagli Stati Uniti, una di queste è il colosso Mohawk Industries, che già nel dicembre del 2012 aveva rilevato…

Mapei cessione Squinzi

L’emergenza Coronavirus ha portato diverse aziende a cercare interessanti occasioni d’acquisto. Dagli Stati Uniti, una di queste è il colosso Mohawk Industries, che già nel dicembre del 2012 aveva rilevato l’italiana Marazzi per 1,5 miliardi di dollari.

Come riporta MF-Milano Finanza, il gruppo americano starebbe nuovamente guardando al nostro Paese e avrebbe individuato alcune opzioni, tra le quali ci sarebbe un partner con il quale da anni ci sono contatti esclusivamente lavorativi, ossia il gruppo Mapei.

Mapei è un’azienda nata nel 1937, operativa nel settore della produzione di materiali chimici per l’edilizia. La società – di proprietà della famiglia Squinzi – è attiva anche nel mondo del calcio, essendo proprietaria dal 2003 del Sassuolo Calcio, e dal 2020 main sponsor del Lanùs, in Argentina.

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Il rapporto con il Sassuolo va oltre la proprietà, dato che Mapei è anche sponsor di maglia del club neroverde (sono oltre 140 i milioni iniettati nel club a partire dal 2014) e che l’azienda nel 2013 ha acquistato anche lo Stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia.

Tornando a Mohawk, l’azienda USA ha appena comunicato i risultati del bilancio 2020, chiuso con ricavi per 9,6 miliardi di dollari e con un utile di 516 milioni. Risultati sulla base dei quali si vocifera che sarebbero stati avviati i primi contatti con la famiglia Squinzi per verificare un interesse per un’operazione, almeno per un primo ingresso con una quota di minoranza nel capitale.

Tuttavia, spiega Milano Finanza, dal quartier generale della Mapei smentiscono categoricamente che qualcuno possa valutare un’offerta. Come a dire che l’azienda rimarrà interamente italiana e a lungo e, se proprio ci saranno operazioni straordinarie, saranno acquisizioni e non certo cessioni, nemmeno parziali.

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Del resto, Mapei non è certo un gruppo in difficoltà, cui un player potrebbe avvicinarsi per approfittare della debolezza. L’ultimo bilancio disponibile, quello relativo al 2019, certificava che l’azienda, tra i leader mondiali nei prodotti chimici per l’edilizia, ha chiuso l’esercizio con un valore della produzione salito del 7% a 2,76 miliardi e con un balzo nell’utile netto a 74 milioni di euro (dai 24 del 2018).

In ogni caso – conclude il quotidiano – nei prossimi mesi si capirà se il desiderio di shopping di Mohawk si concretizzerà e, nel caso, con quale preda, visto che Mapei non sembra l’unica società finita nel mirino degli americani.

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