Tifosi a San Siro tra mascherine e distanziamento (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Marco Marchetti, intervistato dal Corriere della Sera, è sicuro: “Diecimila tifosi a San Siro: si potrebbe fare e già da ora”. L’ad di Zucchetti Axess, divisione del gruppo leader nell’IT che gestisce accessi e security dell’80% degli stadi di Serie A e B, nonché dei prossimi mondiali in Qatar, si mostra molto ottimista per quanto riguarda un ritorno a breve del pubblico (o parte di esso) negli impianti italiani.

Le parole di Marchetti si basano sulla prova generale è stata portata a termine una settimana fa, in occasione del Mondiale per Club che ha visto tornare allo stadio in piena pandemia 10.000 spettatori.

“A Doha l’impianto è stato ridotto al 25 per cento della capienza, e il sistema ideato con la Fifa prevedeva la prenotazione esclusiva online, il ritiro dei biglietti in uffici prestabiliti della città e contestuale a un tampone rapido pre-partita. Senza arrivare al tampone rapido, uno stadio da 80 mila posti come San Siro con quindici varchi esterni, potrebbe tornare a ospitare fino a diecimila persone in sicurezza e rispettando il distanziamento”.

Il manager afferma di parlare “a titolo personale”, in quanto il Meazza non è uno degli impianti gestiti dal loro software, ma comunque non vede “difficoltà insormontabili” per un tentativo analogo nello stadio milanese: “All’missione del titolo d’ingresso basterebbe assegnare uno dei varchi e una fascia oraria per l’ingresso, in questo modo si potrebbero controllare flussi e deflussi senza incorrere rischi di mancato rispetto del distanziamento”.

Rimane la delicata questione delle varianti, che ha fatto precipitare nuovamente il tema del ritorno allo stadio in fondo alla lista delle priorità, anche perché oltre al distanziamento (possibile) negli impianti vi è il problema del sovraffollamento dei mezzi pubblici in occasione delle gare. Tuttavia, Marchetti ha una sua opinione a riguardo:

“I mezzi hanno già oggi una percentuale di riempimento e durante il giorno sulla metro si vedono scene ben peggiori. Dividendo gli spettatori per fasce orarie si possono tenere sotto controllo anche gli accessi. E comunque si può cominciare da numeri più bassi, a livello sperimentale, aumentando di volta in volta la capienza se l’esperimento avesse successo”.

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