Chi è Jim Ratcliffe
(Photo by GILLES MARTIN-RAGET/AFP via Getty Images)

Chi è Jim Ratcliffe – Nella notte tra venerdì e sabato, in Nuova Zelanda, Luna Rossa inizierà a sfidare Britannia di Ineos Team UK nella finale della Prada Cup, la competizione che mette in palio l’accesso alla storica Coppa America in programma nel mese di marzo.

La barca italiana arriva all’appuntamento da sfavorita rispetto a quella britannica, che è stata la prima a ottenere la qualificazione alla finale della Prada Cup. I due team si affronteranno al meglio delle 13 regate, e il primo a vincerne 7 si aggiudicherà il trofeo e l’accesso allo scontro con il Team New Zealand.

Luna Rossa fa capo all’armatore italiano Patrizio Bertelli, ad di Prada e alla sesta campagna in Coppa America, mentre Ineos è di proprietà di Jim Ratcliffe, fondatore dell’omonima multinazionale della chimica presente ai più alti livelli dello sport professionistico.

Diventato nel 2018 baronetto del Regno Unito, Ratcliffe nel 2020 è stato indicato dalla Sunday Times Rich List 2020 come quinto uomo più ricco in UK, con un patrimonio stimato di 12,15 miliardi di sterline. Nonostante i suoi 68 anni, da un po’ di tempo l’imprenditore si è messo in testa di andare alla conquista dello sport inglese, ma non solo.

Chi è Jim Ratcliffe – Dal ciclismo al calcio

Ratcliffe è il patron di Ineos, appunto, importantissima società del settore chimico, e come tale ha già messo le mani su una delle squadre più vincenti dello sport britannico, ovvero quel Team Sky di ciclismo che ha dominato gli ultimi Tour de France e che non a caso ora partecipa alle competizioni con il nome di Ineos Grenadiers.

In più, nel dicembre del 2020, la società ha acquisito una partecipazione nel team Mercedes di Formula Uno pari al 33%. Già main partner del team di Formula 1, Ineos è così diventata stakeholder di pari livello con la capogruppo Daimler, che ha ridotto così la propria partecipazione dal precedente 60%, e il team principal e chief executive Toto Wolff, la cui partecipazione è salita dal 30 al 33%.

Ma soprattutto Ratcliffe, per quanto sia tifoso del Manchester United, ha confermato a più riprese in passato di aver avuto «colloqui» con Roman Abramovich per comprare il Chelsea con un’offerta da addirittura 2 miliardi di sterline.

Nel calcio, però, alla fine è entrato dalla porta della Ligue 1 francese. Nell’agosto 2019, infatti, Ineos ha ufficializzato l’acquisto del Nizza sulla base di circa 100 milioni di euro. L’operazione vide l’uscita di scena del consorzio sino-americano guidato da Chien Lee e Alex Zheng – che deteneva l’80% della società – e del presidente Jean-Pierre Rivère, al quale apparteneva il restante 20% del club.

Chi è Jim Ratcliffe
Jim Ratcliffe (Photo by Tolga AKMEN / AFP) (Photo by TOLGA AKMEN/AFP via Getty Images)

Chi è Jim Ratcliffe – La storia dell’imprenditore

Ma come è diventato ricco Ratcliffe? Nato lontano dalla Capitale, nel nord-ovest dell’Inghilterra, ha iniziato a lavorare al colosso petrolifero Exxon Mobil subito dopo la laurea in ingegneria chimica all’Università di Birmingham.

Fino all’eta di 37 anni, la sua carriera è stata molto tradizionale. Nel 1989, però, arrivò la chiamata di un cacciatore di teste per capire se fosse stato disponibile a lavorare nel private equity. Nel 1989 entrò così in Advent International, che a quel tempo aveva solo cinque anni di attività sulle spalle, ma aveva già lanciato tre fondi raccogliendo in totale qualcosa come 470 milioni di dollari.

Ben presto, però, si accorse che il nuovo lavoro non era l’ideale per lui, e nel 1992 diventò uno dei fondatori di Inspec. Una società che si concentrava nell’acquisto di asset di qualità che i grandi player del comparto chimico dismettevano perché non più compatibili con la strategia adottata.

Nel 1998 Inspec venne ceduta per 1 miliardo di dollari e nel contempo Ratcliffe comprò la divisione dell’ossido di etilene (gas tra i più usati nell’industria chimica) di Inspec e fondò Ineos. Nel decennio successivo Ineos avviò una campagna di acquisizioni che la portò a comprare circa 22 società.

Una delle più importanti, fu quella della divisione di raffinazione di British Petroleum per 9 miliardi di dollari nel 2005. Quell’operazione ha segnato il salto di qualità della società, visto che il fatturato, che nel 2005 era di circa 10 miliardi di dollari, si è impennato già nell’esercizio successivo a quasi 40 miliardi. Arrivando a 60 miliardi l’anno passato sommando i tre pilastri principali del gruppo: ovvero Ineos, Ineos Styrosolution e Inovyn.

Altra caratteristica dell’impero di Ratcliffe è il fatto di lasciare le varie società controllate (operanti in oltre 20 settori del mercato chimico) molto indipendenti tra loro. Un approccio completamente diverso da quello integrato adottato da concorrenti come Basf o Dow Chemical.

Questo permette a Ratcliffe di avere un numero di dipendenti molto inferiore rispetto ai suoi concorrenti sul mercato mondiale. Tutto ciò tuttavia non ha lenito le polemiche scoppiate in Inghilterra, quando il magnate che si era battuto ardentemente per il «Leave» nel referendum sulla Brexit del 2016, ha deciso lo di trasferire la residenza a Montecarlo per motivi fiscali.

Così come la sua controversa figura si è da subito messa in evidenza nel mondo del ciclismo con le proteste degli ambientalisti nel Tour dello Yorkshire per le politiche di fracking (tecnologia per l’estrazione del petrolio conosciuta anche come fratturazione idraulica) operate da Ineos.

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