Nonostante la frenata sul nuovo stadio di Milano, dovuta alle incertezze sul possibile passaggio di proprietà dell’Inter (una delle due parti interessate nella costruzione di un nuovo impianto da gioco), il Milan è convinto che il progetto sarà portato a termine.

E l’obiettivo non cambia neppure in casa nerazzurra, con la società e l’attuale proprietà che ribadirebbero l’importanza del piano come asset fondamentale intorno a cui rafforzare il posizionamento competitivo del club.

Lo riporta La Repubblica, che spiega però come molto probabilmente non sarà questo consiglio comunale – in piena campagna elettorale – a dare il via libero definitivo all’operazione. La giunta di Beppe Sala avrebbe dovuto esaminare il piano da 1,2 miliardi all’inizio di quest’anno.

Ufficialmente però, le squadre hanno chiesto di prorogare al 28 febbraio il termine per presentare le ultime integrazioni tecniche alla proposta invocate dal Comune. Ma con il passaggio di proprietà in ballo, Palazzo Marino ha spiegato che fino a quando non ci saranno certezze sugli interlocutori, la giunta non potrà mettere il sigillo del “pubblico interesse” all’operazione.

Dal Milan tuttavia – spiega il quotidiano – filtra ottimismo: il fondo Elliott continua a nutrire fiducia sulla possibilità che l’iter del progetto si concluda in tempi abbastanza brevi. Il ragionamento fa leva su un presupposto tecnico: il rapporto in questione non è tra il Comune e le due proprietà, ma tra il Comune i due club, la cui proprietà non può essere immutabile nel tempo, considerando poi che la concessione sullo stadio, una volta firmata, durerebbe 99 anni.

Per questo a Casa Milan si ritiene che nulla sia sostanzialmente cambiato dall’approdo alla proposta di un nuovo stadio in gestione congiunta con l’Inter. Da allora il presidente Paolo Scaroni è il più tenace assertore del progetto. I prossimi passaggi politici diranno se il rallentamento si può trasformare in brusca frenata.