Arnault patrimonio
Bernard Arnault proprietario del gruppo LVMH. (Foto Insidefoto / Gerard Roussel / Panoramic)

Arnault mercato italiano – Nonostante il perdurare dell’emergenza Coronavirus, l’alta orologeria ha fatto il punto sul futuro durante il primo appuntamento mondiale del 2021 per le lancette dell’alto di gamma, la Lvmh watch week.

All’edizione di quest’anno, la seconda dopo quella live del 2020 a Dubai, hanno partecipato i marchi orologieri della divisione Watches & Jewelry di Lvmh, ossia Bulgari, Hublot e Zenith. Assente Tag Heuer, che ha concentrato energie e budget su una nuova partnership. L’ottimismo è rispetto a un 2021 che si stima in crescita, nonostante la pandemia.

Il fatturato 2020 – spiega MF-Fashion – è infatti calato del 25%, passando dai 4,4 miliardi del 2019 a 3,3 miliardi di euro, mentre gli utili da attività ricorrenti sono scesi a 302 milioni dai 736 del 2019. A livello territoriale, questo si è tradotto in una redistribuzione del fatturato, cresciuto in Asia e calato in Europa.

Sul mercato locale punta Hublot. Le difficoltà del 2020 e le prospettive per il 2021 del marchio più giovane della divisione Watches & Jewelry sono state fotografate dal ceo Ricardo Guadalupe. «Il mercato europeo è stato il più impattato dalla pandemia perché è sorretto prevalentemente dai turisti», ha spiegato a MFF.

«In paesi come la Svizzera valgono il 50-60% delle vendite, a Parigi e Londra siamo al 60-70%. In Italia, città come Roma e Milano hanno sofferto, mentre in provincia la clientela locale ha continuato a comprare, per cui le conseguenze sono state meno forti che in altri Paesi europei. Abbiamo imparato che la nostra strategia deve puntare sempre di più al mercato locale, valorizzando i partner nelle città più piccole e con potenziale», ha aggiunto.

«Anche con pochi turisti nel 2021 ci sarà un recupero, con l’Italia – ha spiegato il manager – tra i mercati più importanti in Europa». Potenzialità, quelle italiane, che anche Zenith individua come fondamentali per guidare la ripresa: «Sono fiducioso, perché in Italia ci sono due driver molto potenti: la competenza verso l’alta orologeria, con una clientela locale forte, e il turismo», ha detto il ceo, Julien Tornare.

«In Italia abbiamo molti partner commerciali fedeli, spesso con noi da decenni. Va razionalizzata la distribuzione per concentrarsi sui migliori ma bisogna rispettare sempre chi ha supportato il marchio per molto tempo», ha concluso.