Inter nuovo stemma
Esultanza dei giocatori dell'Inter (mage Sport / Insidefoto)

Il settimanale Milano Finanza in edicola dedica un’ampia pagina alla vicenda della possibile cessione dell’Inter.

La rivista finanziaria spiega che Bc Partners appare in netto vantaggio rispetto agli altro soggetti interessati, anche perché ha il diritto di trattare in esclusiva con Suning ancora sino a febbraio. In particolare il fondi inglese valorizzerebbe il club nerazzurro 750 milioni (compreso il debito) mentre Suning, il colosso cinese dell’elettronica, che con poco meno del 70% è il primo socio dell’Inter (il restante 30% è in mano al fondo di Hong Kong LionRock), ne darebbe una stima attorno a 900 milioni.

Pur ricordando che la cessione della maggioranza è stata smentita da Steven Zhang, il presidente dell’Inter, nei giorni scorsi il settimanale spiega che Bc Partners sta valutando di rilevare il controllo del club meneghino. Infatti il fondo inglese, per quanto ancora l’operazione sia in una fase preliminare, non escluderebbe nulla: né quindi un nulla di fatto, né un investimento per una quota di minoranza ma nemmeno di una quota di maggioranza qualora la società cinese cui fa capo l’Inter decidesse di cedere in controllo.

Nel dettaglio a suscitare interesse l’interesse di BC partner non è soltanto il club calcistico in quanto tale ma anche i business ad esso collegati: ovverosia la possibilità di sfruttare il nuovo stadio di san Siro (se si farà), l’eventuale sviluppo del merchandising in Paesi fuori dall’Italia e i proventi dai diritti tv che dovrebbero arrivare dopo la costituzione della media company della Lega Serie A (in cui è socio un altro grande protagonista del private equity mondiale come CVC).

Il settimanale fa presente che “in  questo quadri anche un investimento di una quota di minoranza potrebbe avere senso. In quanto con tutti questi progetti in agenda l’Inter, che pur ha registrato un rosso di oltre 102 milioni nel bilancio 2019/20, potrebbe aumentare di valore nei prossimi anni. Anche perché è altamente probabile che il club, per storia e blasone appartenente all’élite del calcio europeo, possa avvantaggiarsi delle possibili riforme dell’organizzazione del calcio continentale: dal progetto della Superlega europea (qualora si facesse l’Inter dovrebbe essere uno dei club partecipanti) alla ristrutturazione della formula attuale della Champions League. Tutte riforme volte a far guadagnare di più i sodalizi partecipanti. E quindi a farli aumentare di valore”.

Il punto però è un altro. “Ovvero che un investimento di minoranza in un club controllato da una società che deve necessariamente ubbidire ai diktat del governo cinese potrebbe rappresentare un rischio troppo alto per un fondo di private equity. Che fare se un giorno Pechino imponesse un ordine di disinvestimento che svaluterebbe il club? Per questo sono in molti a pensare che l’entrata di Bc Partners potrebbe essere graduale ma con l’obiettivo di raggiungere la maggioranza”.

2 COMMENTI

  1. Da Interista direi meglio restasse Suning come azionista di maggioranza:
    1) garantirebbe l’ingresso principale nel mercato cinese che a breve sarà il maggior mercato mondiale, quindi sarebbe fondamentale.
    2) in ogni caso la Cina si sta sempre più aprendo verso il mercato libero (a piccoli passi ovviamente), non certo il contrario… Fatico a vedere un colosso cinese come un punto debole anzichè un punto a favore.

    Bene invece l’ingresso di altri soci in minoranza però.