Esultanze Premier League Covid
(Photo by Tim Keeton - Pool/Getty Images)

Esultanze Premier League Covid – In Inghilterra scoppia il caso esultanze. Il ministro dello sport Nigel Huddleston nei giorni scorsi ha intimato ai calciatori di aderire alle rigide linee guida contro la diffusione del Coronavirus a seguito di numerosi casi di celebrazioni di gol con abbracci di gruppo o di manager e giocatori che si stringono la mano.

Mercoledì Huddleston ha postato un tweet che recita: “Tutti nel paese hanno dovuto cambiare il modo in cui interagiscono con le persone e il modo di lavorare. I calciatori non fanno eccezione. Esistono linee guida Covid-secure per il calcio. I calciatori devono seguirle”.

L’amministratore delegato della Premier League, Richard Masters, ha scritto martedì ai club per “sottolineare l’importanza fondamentale di aderire alle linee guida rafforzate”, sottolineando inoltre di ritenersi fortunati di poter continuare a giocare.

Il governo britannico vuole evitare di chiudere lo sport d’élite come a marzo 2020, durante la prima ondata della pandemia. Allo stesso tempo richiede il rispetto dei protocolli, poiché una continua violazione potrebbe portare alla drastica decisione di interrompere le competizioni. Un pensiero condiviso dalle autorità calcistiche, le quali temono che il mancato rispetto dei regolamenti intensificherà la pressione pubblica portando ad una seconda sospensione della Premier.

Esultanze Premier League Covid – Le parole di Guardiola e Ancelotti

Le società hanno a loro volta avvertito i propri giocatori e staff chiedendo il rispetto delle nuove linee guida della Premier League, incluso il mantenimento delle distanze sociali quando si celebrano i gol segnati. Ma tra gli allenatori è diffusa l’idea di non essere in grado di impedire ai giocatori di violare le restrizioni di Covid durante i festeggiamenti.

Tra questi c’è Pep Guardiola. Il tecnico del Manchester City, una delle ultime squadre ad essersi resa colpevole di abbracci di gruppo dopo il gol di Phil Foden nel match di ieri sera con il Brighton, ha dichiarato: “Rispetto i protocolli della Premier League. Capisco perfettamente cosa stanno cercando di fare. Ma il momento in cui segna un gol e un ragazzo corre e gli altri non vanno a festeggiare con lui, è strano. Siamo stati testati forse cinque o sei volte negli ultimi 10 giorni. Tutti sono negativi. Siamo all’aperto dove il virus è meno aggressivo. Seguiremo quello che dice la Premier League ma non so se riusciremo a farlo”.

Dichiarazioni a cui fanno seguito le parole di Carlo Ancelotti. Il tecnico dell’Everton prima del match con il Wolverhampton ha dichiarato: “Dobbiamo essere uniti e severi nel seguire il protocollo. Se la Premier League dice di non festeggiare i gol, che non ci si può abbracciare, noi seguiremo le regole. Oppure, possiamo anche smettere di segnare. Cosa ne pensate? Se non fai gol non festeggi!”, ha concluso ironicamente il tecnico italiano.