Garrone conti holding
(Photo by Dino Panato/Getty Images)

L’emergenza Coronavirus non ha avuto effetti dannosi sul gruppo Erg di Alessandro e Edoardo Garrone. Anzi, la società – passata dalla raffinazione del petrolio alle energie rinnovabili – è una delle poche quotate che nell’ultimo anno ha dato qualche soddisfazione agli azionisti, con un rialzo in Borse di oltre il 7%.

Così – scrive Repubblica-Affari & Finanza – si spiega la cedola da 28 milioni di euro che i Garrone ( hanno potuto incassare. Il dividendo è stato distribuito dalla cassaforte San Quirico, che i due fratelli controllano quasi totalmente.

La cedola è arrivata dai 65,8 milioni di utile realizzati nel bilancio ordinario di San Quirico – in calo dai 100 milioni del 2018 – che derivano essenzialmente dai dividendi incassati per 62,7 milioni dalla partecipazione diretta nella quotata, pari al 55,6%, cui si aggiungono 7,5 milioni da un altro 6,9% di Erg detenuto attraverso la controllata Polcevera.

Il resto dell’utile è stato destinato a riserva e ciò ha contribuito a far lievitare il patrimonio netto della holding a 620 milioni. La solidità del gruppo non è in discussione, e dai conti emerge una potenziale plusvalenza di 1,5 miliardi.

I Garrone inoltre hanno posto mano alla governance di San Quirico, passando a un solo cda presieduto da Edoardo Garrone. Oltre Erg dentro San Quirico, che a livello consolidato aveva a fine dello scorso anno un attivo di 4,8 miliardi e un patrimonio netto di oltre 1,9 miliardi, ci sono altri due settori di business:

  • gli immobili;
  • gli investimenti finanziari.

Il real estate fa capo alla Golfo e alla QF Immobiliare, entrambe in lieve perdita nel 2019. La prima si occupa di locazioni di appartamenti siti soprattutto a Genova e che valgono circa 10 milioni, mentre la seconda opera nella stessa città e in Liguria attraverso tre controllate.

Ben più consistente, invece, è il valore di carico di Sq Invest, iscritta per 146,7 milioni. Questa è la subholding che si occupa di investimenti finanziari diversificati e che alla fine dello scorso anno aveva un attivo totale di 186,8 milioni costituiti da partecipazioni per 9,1 milioni, immobilizzazioni finanziarie per 121,4 milioni e altri titoli per 110,6 milioni.

Se gli impegni di investimento sono nell’ordine di 50 milioni, i Garrone hanno comunque un cuscinetto di rendimento garantito attraverso una polizza assicurativa multi-ramo di Crédit Agricole, comprata per metà grazie ad un finanziamento erogato da Jp Morgan e per il restante importo con mezzi propri.

Il buon 2019 di quasi tutte le asset class ha fatto sì che il ricco giardinetto finanziario abbia garantito proventi per 5,2 milioni rispetto al brutto 2018 e così il bilancio di Sq Invest anno su anno è passato da una perdita di 163 mila euro a un utile di 1,3 milioni.