Patrimonio Giulini Cagliari
Tommaso Giulini (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Un gruppo da 460 milioni di fatturato, una squadra che rappresenta il territorio come poche altre e uno stadio in arrivo. Tommaso Giulini, come lui stesso racconta, oggi si definisce “al 50% uomo d’azienda e al 50% presidente di un club di calcio”, dividendosi tra la Fluorsid e il Cagliari calcio alla guida di un gruppo che nel 2019 ha sfiorato il mezzo miliardo in ricavi.

Milanese classe 1977, nell’azienda fondata nel 1969 dal padre Giulini entra nel 2002 come direttore commerciale, aiutando la Fluorsid a diventare leader nel mondo per la produzione di fluoruro di alluminio.

“Iniziai a mandare curriculum e feci, tra gli altri, un colloquio con Cartier. Fu quello che andò meglio”, ha racconta Giulini in una intervista a Forbes.

“Voleva che vedessi dall’interno la sua azienda, la Fluorsid. E mi piacque, da subito, per la possibilità di viaggiare. Ero l’unico della famiglia a lavorare nella parte sarda dell’azienda. Quando ebbe dei problemi, con l’aiuto di mia madre, delle banche e grazie a un briciolo di follia, decisi di fare un aumento di capitale. Insieme all’attuale direttore commerciale e all’ad del gruppo, che erano compagni di università in Bocconi, con un lavoro di squadra, siamo riusciti a far conoscere a tutto il mondo un’azienda sarda”.

Una crescita che continua, anche a livello economico. La sola divisione italiana di Fluorsid è passata da fatturare 111,4 milioni nel 2013 fino a 153 milioni nel 2019 (+37%), ma è soprattutto il gruppo Fluorsid ad essere cresciuto rapidamente negli ultimi anni: nel 2013 infatti a livello consolidato il fatturato era pari 129,7 milioni di euro, mentre nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2019 è salito addirittura a 460,8 milioni di euro, con una crescita del 255% nel giro di sei anni.

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Una società che soprattutto genera profitti: a livello consolidato ha registrato un utile di 32,2 milioni nel 2019, in crescita rispetto ai 28,5 milioni del 2018, con un patrimonio netto che è così cresciuto fino a toccare quota 163 milioni di euro.

Una crescita legata anche all’ingresso nel perimetro del gruppo Fluorsid del Cagliari. Nel giugno 2014, infatti, Giulini ha acquistato il club sardo da Massimo Cellino, versando 36 milioni di euro per l’88,92% del club. “Una società unica, che rappresenta un popolo. Il legame col territorio è forte, per questo puntare sui giovani come è stato per Barella, come è per Carboni, è bello e importante”, le parole di Giulini a Forbes.

Proprio Barella, ceduto all’Inter nell’estate 2019 per 40,5 milioni, rappresenta da un lato l’attenzione verso il territorio e dall’altra rappresenta la cessione che dovrebbe portare il fatturato del Cagliari nel 2019/2020 verso quota 100 milioni.

Ma, come per Fluorsid, anche per il club sardo la crescita c’è stata, soprattutto a livello strutturale: se infatti il fatturato complessivo è passato dai 67,9 milioni del 2015 ai 77,9 milioni del 2019, escludendo il peso delle plusvalenze e del player trading i ricavi sono passati dai 47,5 milioni del 2015 a 68,5 milioni del 2019, con una crescita del 44% a dimostrazione del lavoro svolto non solo sul mercato.

Anche se poi il campo resta l’elemento centrale, così come azzeccare gli acquisti: da Cragno e Joao Pedro, acquistati entrambi a 1 milione nel 2014/2015, fino a Nandez e Simeone, affari economicamente più costosi ma comunque di alto rendimento.

Senza dimenticare il tema del nuovo stadio. Lo scorso maggio il club ha firmato l’accordo con Sportium per l’assegnazione dell’incarico inerente alla progettazione definitiva del nuovo stadio. Il progetto definitivo dovrebbe essere presentato entro il prossimo trimestre, con il cantiere che dovrebbe partire entro fine 2021 mentre il club lavora per ottenere la concessione di 50 anni sui terreni: il sogno è quello di giocare nel nuovo stadio a partire dall’inizio della stagione 2023/2024. Per far crescere ancora di più l’anima sarda del Cagliari e di Fluorsid.