Berlusconi lancia l'allarme sugli investimenti cinesi in Europa e in Italia
Silvio Berlusconi e Xi Jinping (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

L’ex presidente del Milan, Silvio Berlusconi, lancia l’allarme sulla penetrazione dei capitali cinesi in Italia e in Europa.

In veste di leader di Forza Italia e parlamentare europeo, lo scorso 12 novembre Berlusconi ha a presentato un’interrogazione alla Commissione europea per conoscere quali iniziative l’Europa «intende adottare per rendere ancora più stringenti le misure sul controllo degli investimenti diretti extraeuropei in settori strategici europei».

Nell’interrogazione alla Commissione Ue, firmata anche dal vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, Berlusconi sottolinea  che «il rischio di una dipendenza dell’Europa dalla Cina è incalcolabile».

Nel lanciare l’allarme sul pericolo legato all’espansione cinese nell’economia europea il leader di Forza Italia ricorda che «il 5 novembre, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica italiana ha approvato una relazione che mette in guardia dalla penetrazione di capitali cinesi nel tessuto economico italiano».

«In Italia, infatti», si legge nel testo dell’interrogazione di Berlusconi, «gli investimenti cinesi sono passati dai 573 milioni di euro del 2015 ai 4,9 miliardi del 2018. Di questi, destano maggiore preoccupazione quelli in società che detengono asset infrastrutturali strategici. La sola multinazionale cinese State Grid detiene il 35 per cento di Cdp Reti S.p.A. che controlla le reti energetiche (Snam, Terna, Italgas). Sul territorio italiano, inoltre, operano 50.797 imprenditori nati nella Repubblica popolare cinese (17.000 nel manifatturiero)».

L’interrogazione segnala, inoltre, che «questo fenomeno rientra nel disegno di espansione economica della Cina in Europa (acquisizione del porto di Duisburg in Germania, del Pireo in Grecia, eccetera)».

«Il rischio di una dipendenza dell’Europa dalla Cina è incalcolabile», si legge infine nell’interrogazione di Berlusconi alla Commissione Ue.