come funziona salary cap serie b
Calendario Playoff Serie B 2019-2020 (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Il tetto salariale o salary cap in Italia c’è già. La Serie B ha infatti introdotto già nel 2013/14 il suo tetto salariale, modificato poi nel corso degli ultimi anni.

Gli obiettivi che hanno portato all’introduzione del tetto salariale erano molteplici:

  • Introdurre maggiore disciplina e razionalità finanziaria nel calcio per i club,
  • Contenere l’incidenza dei costi del personale,
  • Incoraggiare i club a sostenersi tramite i propri ricavi,
  • Tutelare la sostenibilità a lungo termine del “sistema calcio”,
  • Assicurare l’assolvimento dei debiti nel rispetto delle scadenze previste.

Inizialmente, il tetto salariale era suddiviso in due parti: una legata ai contratti individuali con i giocatori e l’altra a livello complessivo per la squadra.

A livello individuale, era stato fissato in 150mila euro lordi il tetto per quanto riguarda la parte fissa e ulteriori 150mila euro lordi per quanto riguarda la parte variabile. Tuttavia, questo aspetto è stato eliminato negli ultimi anni ma potrebbe essere reintrodotto nelle prossime stagioni.

A livello complessivo, invece, il tetto salariale è fissato in base al rapporto con il fatturato. Nel dettaglio, infatti, il rapporto tra la somma degli emolumenti lordi dei tesserati (escluse alcune figure come ad esempio i direttori sportivi) e il valore della produzione del club (riferito alla stagione precedente ed esclusi alcuni ricavi come il player trading) non deve superare il 70%. Una percentuale che scende al 50% invece per i club retrocessi dalla Serie A, mentre per quanto riguarda i club che vengono promossi dalla Serie B la somma degli stipendi viene rapportata al fatturato medio dei club di Serie B.

Nel caso in cui un club sfori la percentuale di cui sopra (alzata da un’iniziale 60% all’attuale 70%), la società dovrà garantire la cifra dello sforamento attraverso una fideiussione. La verifica sulle società avviene due volte nel corso della stagione da parte della Lega Serie B.

Secondo i dati del Report Calcio della Figc, in Serie B il rapporto tra il costo del lavoro del personale tesserato e i ricavi di vendita tra il 2014 e il 2019 non ha mai superato il 70%.

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