nuovo stadio roma accordo raggi

Nuovo stadio Roma – Prima la frenata, poi la retromarcia. Ora la Roma si allontana sempre di più da Tor di Valle e dal progetto voluto dall’ex presidente James Pallotta. Il progetto per lo stadio da 52.500 posti in riva al Tevere, le sette palazzine di uffici e gli investimenti per le opere pubbliche c’è. Manca il miliardo di euro necessario a portare a termine l’operazione, un iter in piedi ormai da quasi 9 anni.

I Friedkin non sono convinti dal progetto Tor di Valle e a loro sostegno arriva anche JP Morgan. La banca statunitense, il sesto istituto di credito più importante a livello globale, nonché advisor finanziario che ha accompagnato Dan e Ryan Friedkin nella due diligence per l’acquisto del club, in un incontro informale con i vertici della Roma ha sconsigliato decisamente l’impresa, scrive la Repubblica.

Nuovo stadio Roma – Idea Flaminio, alternative Tor Vergata e Fiumicino

Così la famiglia texana proprietaria della società giallorossa guarda altrove, con due opzioni sul tavolo: il Flaminio e i terreni dei Caltagirone, tra Tor Vergata e Fiumicino. La prima soluzione intriga: costerebbe circa un terzo rispetto allo sforzo previsto per Tor di Valle. In quest’ottica la Roma guarda al modello Juventus: prima di realizzare lo Stadium sulle spoglie del Delle Alpi, i bianconeri hanno ottenuto una concessione a 99 anni del diritto di superficie dei terreni su cui sorge l’impianto da parte del Comune.

Un accordo da ripetere nella capitale provando a infilarsi nell’operazione di riqualificazione gestita da Cassa depositi e prestiti che coinvolge tutta l’area compresa tra il Flaminio, l’Olimpico e gli ex stabilimenti militari di via Guido Reni. Il decreto Semplificazione consentirebbe di prendere e rimettere mano all’impianto disegnato da Antonio Nervi per le Olimpiadi del 1960, con l’idea di realizzare dei parcheggi sotto lo stadio (con tutti i rischi che comporta scavare a Roma, a due passi dal centro storico) e realizzare parte delle cubature commerciali nelle ex caserme.

Le alternative sono quelle riconducibili ai Caltagirone. Da una parte Tor Vergata, area in cui la Regione vuole portare la metro A e per la quale il governo ha appena stanziato 25 milioni. Sull’altro lato c’è Fiumicino. La Roma di Pallotta l’aveva sondata come piano B a fronte degli anni di ritardo accumulati per il progetto Tor di Valle.