Canale di Lega quanto costa
Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Con l’operazione che unisce la Serie A alla cordata di fondi d’investimento Cvc-Advent-Fsi, si torna a parlare del tanto discusso canale di Lega, una vecchia idea nata ai tempi della trattativa con Mediapro, risalente ormai al 2018.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, negli ultimi tempi il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva presentato ai suoi colleghi uno studio sulle potenzialità di una scelta del genere, e questo lavoro è agli atti del percorso che si sta costruendo verso la nuova media company.

A tal proposito, erano stati stimati ricavi per 2,5 miliardi a favore dei club, un miliardo in più rispetto alle entrate attuali (ma vanno considerati i costi), con un abbonamento a cifre ridotte (30 euro mensili) per l’utente.

Le tempistiche sono però da verificare, bisognerà capire se si andrà su questa strada già subito, qualora le offerte dei broadcaster non fossero giudicate all’altezza. La legge Melandri, pur con qualche paletto, offre questo varco e quindi dal punto di vista normativo non dovrebbero sopraggiungere incognite insidiose.

L’obiettivo di questo canale sarebbe quello di aggredire direttamente il mercato senza intermediari, dal mercato degli abbonamenti a quello della pubblicità. Ma il core business dovrà essere quello di diversificare l’offerta e quindi non limitarsi a un prodotto che viaggia in direzione dei diritti tv o su internet.

Il problema sarà quello di moltiplicare l’offerta, magari proponendo al mercato la Serie A in abbinata con altri eventi, costruendo un sistema on demand che possa per esempio utilizzare l’archivio delle squadre, costruendo nuove modalità di fruizione sui social network.

La modalità di fruizione delle immagini sarà dunque particolarmente importante. Non a caso, nell’accordo quadro disegnato in queste settimane di trattative, una cifra di 50 milioni viene destinata proprio allo sviluppo dell’operazione canale Lega.