Gerard Pique (Photo by Eric Alonso/Getty Images)

ARTICOLO DI CALCIO E FINANZA PUBBLICATO SU IL FOGLIO SPORTIVO

Difensore in campo, attaccante negli investimenti. Con un attenzione particolare però sempre verso il Barcellona, il “suo” Barcellona. Gerard Piqué sta già pensando al post carriera, anzi: il difensore blaugrana è tra gli esempi di calciatori ancora in attività che guardano al di fuori del terreno di gioco, pensando a quello che succederà una volta appese le scarpette al chiodo.

In pochi, forse nessuno, ha però avuto lo stesso peso del difensore blaugrana nel mondo dello sport, continuando nel frattempo a giocare: sua l’idea di rivoluzionare la Coppa Davis di tennis, così come ha avuto un ruolo importante nello sbarco di Rakuten nel calcio come sponsor dello stesso Barcellona e potrebbe addirittura aiutare i catalani nel finanziare il progetto per il nuovo stadio.

D’altronde, l’amore per i colori blaugrana nasce da lontano, partendo addirittura dall’ingresso a 10 anni nel settore giovanile del Barça a 10 anni fino a vincere vincere tutto con i blaugrana e con la nazionale spagnola. Una carriera di successo in campo accanto alla quale si è sviluppato l’interesse anche per il mondo imprenditoriale: d’altronde, serve trovare anche un modo per investire gli ingenti guadagni suoi (secondo Forbes e France Football dal 2017 al 2020 avrebbe incassato oltre 100 milioni tra stipendi e sponsor) ma anche della moglie, la cantante Shakira.

Piqué però vuole capirne qualcosa in prima persona. Così segue lezioni di business alla Esade (una delle più prestigiose scuole di business al mondo con sede a Barcellona) e soprattutto ad Harvard. Nel 2017 il difensore fonda la Kosmos Global Holding, fondo di investimento di cui diventa presidente e CEO e che riceve il supporto economico di Hiroshi Mikitani, presidente e CEO di Rakuten, società di e-commerce giapponese da oltre 5 miliardi di euro di fatturato. Proprio i rapporti tra Piqué e Mikitani favoriscono anche l’accordo tra il Barcellona e la stessa Rakuten, che diventa sponsor di maglia dei blaugrana per 55 milioni l’anno (cifra ridotta a 30 milioni per la prossima stagione).

Il nome di Piqué e di Kosmos, tra i quali soci è presente anche Leo Messi (“fa parte della famiglia”, ha spiegato), rimarrà legato soprattutto alla rivoluzione Coppa Davis: nasce infatti dal fondo del difensore l’idea di cambiare la formula, con la prima edizione con il nuovo format in sede unica andata in scena nel novembre 2019 e che garantirà alla ITF (la Federazione Internazionale di Tennis) 2,5 miliardi di euro per i prossimi 25 anni. Non sono mancate le polemiche (anche a causa delle partite disputate fino a notte fonda) e le defezioni, su tutte quella di Roger Federer, tanto che Kosmos starebbe già pensando ad alcune modifiche per i prossimi anni.

I progetti di Piqué non potevano però non riguardare anche il calcio. Kosmos infatti ha acquistato la maggioranza dell’Andorra, che oggi partecipa alla terza serie spagnola, mentre si è vociferato anche di un interesse per il Lugano e per gli inglesi del Notts County.

Anche nel mondo del pallone, il centrale catalano va tuttavia oltre alle semplici partite: da un lato il suo fondo ha avuto un ruolo decisivo nel portare la Supercoppa di Spagna in Arabia Saudita (affare da 120 milioni di euro per tre stagioni), dall’altra ha pensato anche alla creazione di una sorta di Coppa Davis per i club, a cui parteciperebbero i vari campioni dei singoli tornei nazionali.

Tutto senza dimenticare gli altri investimenti, visto che la Kosmos guarda anche al mondo dei media (producendo tra l’altro una serie sul Barça distribuita anche su Netflix), negli eSports, nell’immobiliare e anche nel settore alimentare.

Non stupisce, così, che il nome di Piqué sia spuntato in quanto imprenditore anche nel progetto del nuovo stadio del Barcellona. Il giocatore si sarebbe infatti proposto per fare da intermediario tra il club blaugrana e altre società disposte a finanziare il progetto, che si aggiungerebbero a Goldman Sachs in un piano che avra costi per 815 milioni di euro (725 milioni per il progetto più 90 milioni di euro di interessi).

Chissà che non possa intervenire direttamente con il suo fondo Kosmos, anche se appare difficile possa diventare il primo giocatore a giocare in uno stadio da lui stesso finanziato, visto che la conclusione del progetto è fissata per il 2024, quando avrà 37 anni. Ma c’è chi è sicuro il futuro di Piquè possa rimanere vicino al Barcellona, ma come presidente: il fiuto per gli affari c’è già, la conoscenza del mondo del pallone pure. Diventando così il perfetto erede di Joan Gamper, fondatore, giocatore e poi a lungo presidente dei blaugrana.