NBA Golden State Warriors piano tifosi
(Photo by Ezra Shaw/Getty Images)

NBA piano Golden State Warriors tifosi – I Golden State Warriors hanno presentato un piano ambizioso ai funzionari statali e locali per riaprire il Chase Center a San Francisco al 50% della capacità per la prossima stagione NBA. Un progetto che il proprietario Joe Lacob ritiene possa essere il modello per tutte le franchigie, utilizzabile anche per gli altri sport e i luoghi di intrattenimento.

Lacob ha spiegato che gli Warriors sono pronti a spendere fino a 30 milioni di dollari per testare ogni fan, dipendente e giocatore della squadra di San Francisco per ogni partita disputata la Chase Center.

Lacob, che ha conseguito un master in sanità pubblica presso l’UCLA e ha costruito la sua fortuna come venture capitalist in biotecnologia, Lacob ha fatto sapere che lui e un team di dipendenti degli Warriors hanno lavorato senza sosta a questo piano, chiamato “Operazione DubNation”, da quando l’NBA ha chiuso l’11 marzo e ha dichiarato “Sono disposto a spendere i soldi per ottenere questo risultato e mostrare al mondo come possiamo risolvere il problema che è molto serio. Non si può andare avanti in questo modo per più anni, perché, se dovesse protrarsi questa situazione, l’NBA non esisterà più. Questo campionato non è sostenibile senza tifosi per più di un anno”.

Il progetto si basa sull’uso di test rapidi PCR che sono in grado di rilevare tracce del materiale genetico del virus nei tamponi nasali o faringei entro 15 minuti e sono molto più accurati dei test antigenici. I test PCR sono più costosi ma hanno una precisione vicina al 99% nel rilevare il coronavirus nelle persone, anche prima che diventino infettive, a differenza dei test antigenici che, secondo gli esperti, potrebbero non rilevare il 30-50% delle persone che hanno una carica virale sufficiente per essere infettive.

I test PCR sono diventati disponibili solo negli ultimi mesi e tre aziende – Mesa Biotech, Visby e CUEHealth – hanno ottenuto l’approvazione della FDA per aumentarne il volume di produzione, che secondo Lacob rappresenta la svolta fondamentale che consentirà di soddisfare il volume di test di cui avranno bisogno gli Warriors per mettere in atto il loro piano.

Il piano degli Warriors prevede inoltre che tutti coloro che entrano nel Chase Center indossino una maschera e mantengano il distanziamento, oltre a un sistema di filtraggio dell’aria all’avanguardia che ha la capacità di utilizzare al 100% l’aria esterna o di purificare l’aria dell’edificio rifornirlo e sostituirlo quattro volte in un’ora se necessario.

Golden State non ha giocato le ultime 17 partite della scorsa stagione. Lacob ha stimato che questo sia costato $ 50 milioni di entrate, inoltre, se dovessero giocare in questa stagione senza fan, ci sarebbero ulteriori $ 400 milioni di mancate entrate e $ 200 milioni di altre perdite. Per questo il numero uno degli Warriors ritiene che valga la pena spendere $ 30 milioni per riuscire a riaprire l’arena al 50% della capacità.

“Voglio che la gente capisca che non lo stiamo facendo solo per cercar di fare più soldi – ha voluto sottolineare Lacob -, ma stiamo cercando di stabilire un modello comune per mostrare al mondo come poter far tornare i fan in sicurezza. Qualcuno deve farsi avanti e mostrare non solo al mondo dello sport, ma a tutti come possiamo riprendere alcune parti della vita normale mentre combattiamo questo virus e aspettiamo il vaccino”.

Il proprietario degli Warriors ha detto di essere stato in stretto contatto con il commissario NBA Adam Silver e Dave Weiss, il vicepresidente senior per le questioni relative ai giocatori della lega che guida i suoi sforzi per la salute e la sicurezza. Alla domanda sul piano di Lacob, Weiss ha dichiarato a ESPN: “Joe Lacob e gli Warriors hanno svolto un’incredibile quantità di lavoro e hanno pensato di sviluppare un approccio innovativo che potrebbe aiutare i fan a partecipare alle partite in questa stagione. La sicurezza dei giocatori NBA, degli staff e dei fan è fondamentale e continuiamo a lavorare con gli Warriors e altri team su piani per i test, insieme a protocolli che includono ulteriori importanti misure di salute pubblica”.