Chi va in panchina in Nazionale
(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

«È un ritiro complicato, ma lo spirito di gruppo dei ragazzi ci dà serenità. Mancini è come se fosse con noi, segue gli allenamenti e le riunioni in diretta. Sarà emozionante sedere sulla panchina azzurra». Queste le parole di Alberico Evani in conferenza stampa a Coverciano, alla vigilia dell’amichevole tra Italia ed Estonia. L’ex Milan sostituirà in panchina il CT Roberto Mancini, risultato positivo al Coronavirus.

«Non lo avrei mai immaginato e avrei preferito che non succedesse e che ci fosse qui Roberto. Sia per la sua salute, sia perché tutto lo staff e la squadra hanno bisogno di lui. Queste difficoltà potrebbero aiutarci ancora di più a crescere», ha spiegato.

E per quanto riguarda lo stop imposto da alcune ASL e le preoccupazioni dei club per i loro giocatori: «Non entriamo in polemica con i club. Capiamo che il momento è difficile e comprendiamo le esigenze delle società. È una possibilità per i più giovani e i nuovi. Speriamo siano in grado di dare il massimo. Ci sono tanti ragazzi interessanti, chi sarà qui in questi 10 giorni ci darà soddisfazioni».

Evani ha raccontato anche il suo rapporto con entrambi i CT azzurri con cui ha lavorato e lavora come assistente allenatore: Mancini e Ventura. «’Con Roberto ci conosciamo da una vita, siamo stati compagni di squadra, è un rapporto che nasce dal ’93-94 e dunque c’è più fluidità».

«Con Ventura anche per una questione generazionale ero invece un po’ soggezione, avendo poi anche un carattere chiuso questo non ha aiutato. Insomma, all’inizio c’è stata qualche difficoltà ma non certo per colpa sua», ha spiegato Evani.

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