programmazione weekend DAZN
(Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Il calcio italiano viaggia a un ritmo più veloce del PIL come ricavi, ma è in costante perdita da oltre un decennio. L’immagine viene fotografata dalla Figc nell’edizione speciale del Report Calcio, che analizza gli ultimi dieci anni del settore in Italia.

Il valore della produzione del calcio professionistico (che per circa il 90% fa riferimento alla sola Serie A) passa dai 2.506 milioni di euro del 2009-2010 ai 3.854 milioni del 2018-2019 (CAGR del +5%, un trend significativamente superiore rispetto a quello del PIL del Sistema Paese italiano). La forte crescita deriva principalmente dall’aumento degli introiti derivanti dalle plusvalenze e dai ricavi commerciali, ma soprattutto dei proventi da diritti radiotelevisivi, aumentati di oltre 360 milioni di euro nel decennio analizzato.

Seppur ad un ritmo inferiore, aumenta il valore complessivo del costo della produzione (CAGR +4%, derivante in particolare dall’incremento del costo del lavoro e degli ammortamenti per i diritti alle prestazioni dei calciatori). La struttura di costo del calcio professionistico è rimasta sostanzialmente invariata nel corso delle ultime 10 stagioni, con le spese per il personale che costituiscono oltre il 50% dei costi complessivi.

La seconda voce è quella relativa ad ammortamenti e svalutazioni per i diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, che nell’ultima stagione rappresenta il 23% dei costi. Nel 2018-2019, costo del lavoro e ammortamenti e svalutazioni sono cresciuti, rispettivamente, di circa il +40% e +83% rispetto al 2009/10.

Situazione che ha portato così ad un aggravamento dello squilibrio economico-finanziario del sistema professionistico, che ha raggiunto perdite aggregate di quasi 3,5 miliardi di euro (3,467 miliardi) tra il 2009-2010 e il 2018-2019, con un livello di indebitamento che supera il tetto dei 4 miliardi di euro dalla stagione 2016-2017 (complessivamente nel corso del decennio i debiti sono cresciuti del +66,6%).

Significa, in sostanza, che nei 3651 giorni che sono passati dall’1 luglio 2009 (inizio stagione 2009/10) al 30 giugno 2019 (fine stagione 2018/19), il calcio professionistico in Italia ha perso 950mila euro al giorno (949.602 euro per la precisione), come riportato da Panorama.

Perdite che hanno obbligato i proprietari ad intervenire: con l’obiettivo di garantire la sostenibilità del sistema a fronte del significativo livello di perdita descritto sopra, tra il 2011-2012 e il 2018-2019 sono stati apportati interventi di ricapitalizzazione per oltre 2,8 miliardi di euro, di cui l’81% da club con proprietari stranieri (provenienti principalmente da Cina e Stati Uniti).