Claudio Lotito (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Ci sono novità importanti per quanto riguarda il caso dei tamponi della Lazio. Stando alla Gazzetta dello Sport, l’Asl Roma 1 (quella competente per i calciatori biancocelesti) avrebbe avuto con la Lazio soltanto interlocuzioni telefoniche.

In un primo momento il club aveva contattato la Asl Roma 4, a cui appartiene la sede di Formello, che ha però spiegato che quella competente fa riferimento alla residenza dei positivi, nel caso dei giocatori coinvolti appunto la Roma 1.

Alle telefonate non ha fatto però seguito alcuna comunicazione formale relativa ai casi di positività. La Asl a quel punto non ha potuto disporre alcun tipo di mappatura dei contatti del positivo così come previsto dalla legge e dal protocollo FIGC.

Una novità importante, dato che in Italia vige l’obbligo di comunicare qualsiasi caso di positività alle autorità sanitarie locali. Nel calcio il compito spetta ai club, in modo da permettere, tra le altre cose, «all’operatore di sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente di provvedere, nei confronti dei contatti stretti, alla prescrizione della quarantena», come da protocollo FIGC.

Il Comitato tecnico scientifico, in un comunicato del 5 ottobre, aveva anche sottolineato: «Il Cts, a proposito del caso dei calciatori positivi al contagio dal Coronavirus, richiama gli obblighi di legge sanciti per il contenimento del contagio e ribadisce la responsabilità dell’Autorità sanitaria locale competente e del medico sociale per i calciatori e del medico competente per gli altri lavoratori». Non a caso la Procura federale si sta concentrando proprio sulla comunicazione tra Lazio e Asl.