Serie A ristori
(Alessandro Serranò Insidefoto)

Serie A ristori – Il governo sbatte la porta in faccia alla Serie A. Secondo quanto riporta MF-Milano Finanza, al momento l’esecutivo non intende concedere al calcio i 600 milioni di euro richiesti dal massimo campionato italiano come indennità per i mancati ricavi causati dalle misure sanitarie. Inoltre è arrivato il no anche alla richiesta di rimandare il versamento dell’Irpef sugli ingaggi dei giocatori.

I club di Serie A sostengono che la chiusura degli stadi e la sospensione dei campionati durante lo scorso lockdown hanno prodotto danni tali da spingere buona parte dei club sull’orlo dell’insolvenza. E il ritorno della pandemia rischia di creare nuove difficoltà e incognite all’industria del calcio.

Un argomento di cui aveva parlato sabato scorso il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino, in un’intervista al Corriere della Sera. «Siamo molto vicini al disastro economico-finanziario – ha detto il numero uno della Lega – se non avremo respiro attraverso ristori e dall’ entrata in scena dei fondi nella media company della Lega, il rischio che il sistema si fermi è molto alto». Un appello non accolto dall’esecutivo.

Sul fronte entrate, prosegue la trattativa della Lega con la cordata Cvc-Advent-Fsi che ha messo sul piatto 1,6 miliardi di euro per rilevare a tempo indeterminato il 10% della media company del massimo campionato italiano.

Nei giorni scorsi la commissione negoziale di cinque club ha avuto un primo incontro con i manager dei private equity. Nella riunione le parti hanno discusso soprattutto i dettagli del piano industriale per la Serie A e per il suo canale, sul cui sviluppo e sui cui partner non ci sarebbe stata unanimità di visione fra i presidenti.

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