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Il ferrarista Charles Leclerc ha ottenuto la pole position in Austria (Foto Imago/Insidefoto)

La Ferrari chiude il terzo trimestre con un utile netto di 171 milioni , l’1% in più dello stesso periodo del 2019. I ricavi netti sono pari a 888 milioni, con un calo del 3% con ricavi del core business in rialzo del 2,6% grazie alle consegne delle Ferrari Monza SP1 e SP2. Le consegne totali sono 2.313, in diminuzione di 161 unità rispetto all’anno precedente, “come da cadenza produttiva programmata”.

L’ebitda del terzo trimestre 2020 è cresciuto del 6,4% o del 4,7% a cambi costanti rispetto all’anno precedente, raggiungendo 330 milioni di euro con un margine del 37,2%, in crescita di 330 punti base. L’ebit è pari a 222 milioni, in calo del 2%, mentre il margine è salito dal 24,8% al 25%. La generazione di free cash flow industriale è pari a 77 milioni di euro.

Il conti hanno spinto il titolo Ferrari che ha accelerato in Piazza Affari . Il titolo del Cavallino rampante segna un rialzo del 3,7% a 163 euro, in linea con la maggior parte dei costruttori europei.

La scuderia emiliana, controllata da Exor, ha rivisto al rialzo le stime sull’intero esercizio, sempre che ulteriori restrizioni per il coronavirus non determinino un blocco delle attività. Ferrari ha infatti al limite superiore della guidance del 3 agosto, a condizione che l’operatività non subisca l’impatto di ulteriori restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19: ricavi netti maggiori di 3,4 miliardi, un ebitda adjusted di circa 1,125 miliardi.

L’ebit adjusted è atteso a circa 700 milioni di euro, con margine intorno al 2%. L’obiettivo è di un free cash flow industriale a circa150 milioni.

Ferrari ha “un portafoglio ordini da record, robusti ordini arretrati da processare e un basso livello di cancellazioni”. Lo ha detto l’amministratore delegato della Casa di Maranello, Louis Camilleri, presentando i risultati del terzo trimestre 2020.