Spagna divieto pubblicità scommesse
(Photo by Fran Santiago/Getty Images)

Il ministro spagnolo Alberto Garzón ha inviato una lettera ai club delle massime divisioni calcistiche spagnole, chiedendogli di porre fine alle loro partnership con le società di scommesse al termine della stagione 2020/21.

In previsione delle nuove leggi sulla pubblicità legata al settore del gioco d’azzardo, la lettera informa i club della Liga che i loro contratti con le società di scommesse saranno vietati una volta che i nuovi regolamenti saranno ufficialmente entrati in vigore.

Il decreto, che copre tutti gli sport in Spagna, influisce sugli accordi di sponsorizzazione di qualsiasi tipo, che si tratti di visibilità del brand o semplicemente di diritti associati. Sette delle 20 società della Liga vantano accordi di sponsorizzazione di maglia con società di scommesse. Alavés (Betway), Cádice (Dafabet), Granada (Winamax), Levante (Betway), Real Betis (Betway), Siviglia (MarathonBet) e Valencia (Bwin).

Il Real Madrid vanta invece un accordo con Codere come operatore di scommesse sul mercato spagnolo, ma ha anche recentemente firmato un contratto con Kok Sports in Asia. Tali accordi all’estero potrebbero non essere influenzati se il nuovo decreto dovesse seguire il modello italiano e consentire le sponsorizzazioni all’estero.

Come se non bastassero le difficoltà portate dalla crisi derivante dall’emergenza Coronavirus, il presidente della Liga Javier Tebas ha detto che i club perderanno altri 90 milioni di euro aggregati qualora fossero costretti a rinunciare a questi accordi. Tebas ha anche chiesto un periodo di transizione fino a tre anni per consentire alle squadre di adeguare l’impatto della norma, ma la lettera sembra respingere tale richiesta.

Il nuovo decreto limiterà i contenuti pubblicitari del settore del gioco d’azzardo su TV, radio e altri media video a un limite di un’ora al giorno tra l’una e le cinque del mattino. La legge, approvata dalla Commissione Europea, prevede anche un divieto totale di sponsorizzazioni sui kit e negli stadi.

La proposta di Garzón estenderebbe inoltre il divieto di utilizzare il «nome del marchio o il nome commerciale di un operatore di scommesse per identificare un impianto sportivo o un impianto di intrattenimento».