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Le app su uno smartphone (Foto: Insidefoto.com)

Il mercato “Entertainment & Media” italiano nel 2020 varrà quasi il 10% in meno dell’anno precedente a causa della pandemia.

A evidenziarlo un rapporto di PwC, riportato da Prima Comunicazione, secondo cui il giro d’affari del settore scenderà a 30,9 miliardi (-9,5%), di cui 24,1 miliardi legati alla spesa dei consumatori e 6,8 miliardi al mercato pubblicitario. Dal prossimo anno, nell’ipotesi di una progressiva normalizzazione dell’emergenza sanitaria, il rimbalzo sarà significativo, con un +11,2% nel 2021 e un +8,3% nel 2022, per arrivare al 2024 con un mercato che varrà 39,5 miliardi rispetto ai 34,1 miliardi del 2019.

Per quanto riguarda la prima voce, ovvero la spesa dei consumatori, sebbene abbia registrato una contrazione negli ultimi due anni (nel 2019 raggiunti i 25,7 miliardi di euro con una contrazione dello 0,5% rispetto al 2018), rappresenta ancora oltre i tre quarti del mercato E&M italiano. Nel 2020 si stimano ricavi legati a questa voce pari a 24,1 miliardi di euro, con una riduzione del 6,2% rispetto allo scorso anno. Si prevede però che il settore tornerà a crescere dal 2021 con un incremento pari al +8,9%.

Sul fronte pubblicitario, il mercato è stato particolarmente esposto agli effetti della pandemia e, dopo le performance positive del 2019 in cui si è registrata una crescita del +1,5% rispetto a 2018, secondo le stime nel 2020 perderà il 19,7%  (oltre 1,5 miliardi di euro in termini assoluti).

L’internet advertising è il segmento con la crescita più significativa in termini assoluti (nel 2019, oltre 300 milioni di euro in più rispetto al 2018). La componente trainante del segmento è il mobile che, nel 2024, rappresenterà il 54% dei ricavi totali della pubblicità digitale anche grazie al contributo abilitante derivante dall’incremento della capacità di banda derivante dalla progressiva diffusione della tecnologia 5G.

Per il 2020 l’internet advertising supera i ricavi della pubblicità televisiva (3,0 miliardi di euro vs 2,6 miliardi della tv), che, particolarmente penalizzata anche a causa della cancellazione di eventi sportivi in diretta come ad esempio Euro 2020 o le Olimpiadi e dalla sospensione temporanea dei campionati, in particolare della Serie A, ridurrà i ricavi del 14,9% rispetto al 2019.