Ceferin: «Abbiamo iniziato a discutere sulla riforma del FPF»

“Il FPF sta funzionando. Il calcio europeo ha recuperato le perdite grazie al FPF ma naturalmente va rivisto il sistema, non per la pandemia ma perché è cambiato il business…

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“Il FPF sta funzionando. Il calcio europeo ha recuperato le perdite grazie al FPF ma naturalmente va rivisto il sistema, non per la pandemia ma perché è cambiato il business e sono cambiati i tempi. Dobbiamo rinnovarci e adattarci ai tempi moderni. Ma è troppo presto, abbiamo appena iniziato la discussione. Negli ultimi mesi abbiamo parlato solo di come finire la stagione e poi come ricominciare la stagione nuova”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin, durante un’intervista a SportLab, l’evento digitale dedicato al futuro dell’industria dello sport per i 75 anni di Tuttosport e Corriere dello Sport-Stadio.

“Sono preoccupato della situazione finanziaria dei club, tutti siamo stati colpiti. Ma non è ancora finita, è difficile risolvere la situazione e non sappiamo ancora a quanto ammonteranno le perdite. Dobbiamo aspettare finisca questo momento, analizzare la situazione per poi reagire”.

“Abbiamo anticipato alle federazioni i fondi per il progetto di sostegno. Di solito, i club li usano per le infrastrutture ma stavolta li possono usare come vogliono. Abbiamo aiutati i club e li aiuteremo in futuro, ma vedremo quale sarà la situazione. L’Uefa spostando l’Europeo ha perso tra i due e i trecento milioni”.

“Challenge Var? Ci sono molte proposte e idee su come migliorare il VAR. La cosa più importante è che sia usato solo per errori chiari e ovvi. In alcune Leghe il Var ferma le partite per molti minuti, gli arbitri analizzano situazioni di quattro-cinque minuti. Non è positivo per il calcio”.

“Il challenge è la soluzione o la soluzione è limitare ulteriormente il margine di intervento? Non lo so, ma per me ci sono seri dubbi sul fallo di mano, nessuno oggi riesce a spiegare quale sia fallo di mano e quale non lo sia. Ci sono dubbi sul fuorigioco per uno o due centimetri. E ci sono altri dubbi anche sulle situazioni in cui il portiere non tocca la riga di porta per pochi centimetri sui calci di rigore. Ne discuteremo e valuteremo”.