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Giocatori della Roma (Photo Antonietta Baldassarre / Insidefoto)

Roma bilancio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione della A.S. Roma S.p.A. ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 30 giugno 2020.

La perdita di gruppo al 30 giugno 2020 è pari a 204,0 milioni di euro, rispetto alla perdita di 24,3 milioni di euro dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2019. In particolare, le differenze negative registrate rispetto al precedente esercizio sono dovute alla partecipazione alla UEFA Europa League, che ha generato ricavi significativamente inferiori rispetto a quelli ricevuti per la partecipazione alla UEFA Champions League, a minori ricavi per sponsorizzazioni, ed a minori plusvalenze realizzate nel corso delle sessioni della campagna trasferimenti, solo parzialmente compensati dalla riduzione dei costi, in particolare del costo del personale tesserato.

Inoltre, l’esercizio 2019/20 risente degli impatti derivanti dalla diffusione del virus COVID-19 e dalle conseguenti misure restrittive per il suo contenimento emanate da parte delle autorità pubbliche delle aree interessate, che hanno caratterizzato lo scenario nazionale e internazionale a partire dal mese di gennaio 2020.

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In particolare, la partecipazione alla competizione europea ha generato ricavi di competenza per complessivi 16,8 milioni di euro (65,9 milioni di euro, al 30 giugno 2019). A tale riguardo, tra i Ricavi da gare sono contabilizzati 5,6 milioni di euro per participation e performance bonus relativi alla partecipazione e ai risultati sportivi conseguiti (32,6 milioni di euro, al 30 giugno 2019) e 2,4 milioni di euro, come ricavi da biglietteria per le gare casalinghe (8,2 milioni di euro, al 30 giugno 2019). Tra i ricavi per diritti televisivi sono contabilizzati 8,8 milioni di euro relativi al Market pool e al c.d. Club Coefficient riconosciuto dalla UEFA (25,1 milioni di euro, al 30 giugno 2019).

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I ricavi derivanti dai diritti televisivi del campionato di Serie A e Tim Cup (Coppa Italia) sono pari a 64 milioni di euro, rispetto a 79,3 milioni di euro al 30 giugno 2019. La flessione registrata è sostanzialmente dovuta alla sospensione delle gare di campionato nel periodo marzo-giugno 2020 e la conseguente disputa nei mesi di luglio e agosto di alcune gare della stagione 2019/20. Il diverso calendario, infatti, ha comportato il rinvio all’esercizio 2020/21 di parte dei proventi relativi alla stagione sportiva 2019/20, al fine di tenere conto dell’effettivo momento di svolgimento delle gare. Al netto di tale rinvio, infatti, i ricavi derivanti dai diritti televisivi del campionato di Serie A e Tim Cup (Coppa Italia) della stagione 2019/20 sono pari a circa 84 milioni di euro, comprensivi della quota di market pool riconosciuta alle sole squadre italiane che partecipano alla UEFA Europa League, in crescita rispetto ai proventi della stagione 2018/19.

I ricavi derivanti da sponsorizzazioni sono relativi ai contratti di partnership con Qatar Airways e Hyundai Motors, ed al contratto di sponsorizzazione tecnica con Nike. La flessione rispetto al precedente esercizio è essenzialmente dovuta in parte al venire meno dei ricavi generati dal contratto precedentemente sottoscritto con Betway, risolto nel luglio 2019 in attuazione della legge n.96/2018 (cosiddetto “Decreto Dignità”), che prevede alcune restrizioni sulla pubblicità delle scommesse e dei giochi d’azzardo, ed in parte dal rinvio di alcuni ricavi all’esercizio 2020/21, per tenere conto dell’effettivo momento di svolgimento delle gare, come sopra illustrato.

I costi consolidati ante ammortamenti e svalutazioni al 30 giugno 2020, sono pari a 225,1 milioni di euro (264,5 milioni di euro, al 30 giugno 2019), in diminuzione principalmente per l’andamento del costo del personale tesserato, del costo dei servizi e delle spese per il godimento beni di terzi. In particolare, la riduzione del costo del personale tesserato è determinata principalmente dalla maggiore durata della stagione sportiva 2019/20, definita in via straordinaria della durata di 14 mesi, ed al conseguente rinvio della competenza economica di parte dei relativi costi sostenuti, oltre che dagli accordi sottoscritti con i calciatori, l’allenatore e lo staff della prima squadra per fronteggiare l’emergenza COVID- 19.

I ricavi netti da gestione dei diritti pluriennali prestazioni calciatori registrano nell’esercizio un risultato positivo pari a 16,1 milioni di euro (132,3 milioni di euro, al 30 giugno 2019). Il saldo si compone di plusvalenze da cessioni di diritti alle prestazioni sportive, espresse al netto delle attualizzazioni, per 20,2 milioni di euro (130,1 milioni di euro, al 30 giugno 2019), conseguite principalmente attraverso le cessioni dei Diritti alle prestazioni sportive dei calciatori El Shaarawy, Gerson e Marcano.

Le minusvalenze e svalutazioni da cessioni di diritti alle prestazioni sportive, pari a 2,4 milioni di euro (1,3 milioni di euro, al 30 giugno 2019), sono dovute principalmente a svalutazioni di Diritti pluriennali effettuate in conformità con i principi contabili internazionali (IFRS). Infine, il saldo si compone di ricavi per cessioni temporanee e altri proventi per 12,4 milioni di euro (18,2 milioni di euro, al 30 giugno 2019), più che compensati da oneri per acquisizioni temporanee di diritti, bonus, premi di valorizzazione, addestramento tecnico e solidarietà FIFA pari a 14 milioni di euro (14,7 milioni di euro, al 30 giugno 2019).

Gli ammortamenti delle Immobilizzazioni materiali, immateriali e dei diritti d’uso sono pari a 102,9 milioni di euro (85,1 milioni di euro, al 30 giugno 2019), e sono relativi prevalentemente ai diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori, determinati tenuto conto del costo di acquisto dei singoli diritti, di eventuali bonus corrisposti alle società di calcio e delle capitalizzazioni degli altri oneri di diretta imputazione, al netto delle relative attualizzazioni. Si evidenzia che l’ammortamento dei Diritti d’uso, pari a 4,7 milioni di euro, è determinato in applicazione, a partire dal 1 luglio 2019, del principio contabile internazionale IFRS 16 “Leases”.

Il Patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2020 è negativo per 242,4 milioni di euro, in peggioramento di 115 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2019 per effetto (i) della contabilizzazione della perdita del periodo, pari a 204 milioni di euro; (ii) della copertura della perdita d’esercizio di A.S Roma S.p.A. al 30 giugno 2019 pari a 20 milioni di euro mediante compensazione per un pari importo a valere della Riserva copertura perdite infrannuali; (iii) dal riporto a nuovo della residua perdita del Gruppo al 30 giugno 2019 pari a 4,3 milioni di euro (iv) dell’incremento pari a 89,1 milioni di euro della Riserva azionisti c/ aumento di capitale, determinato dal versamento per 60 milioni di euro effettuato dalla controllante NEEP Roma Holding S.p.A., e dalla conversione in “Riserva Azionisti c/ aumento di capitale” dell’intero ammontare, pari a 29,1 milioni di euro, dei finanziamenti soci da questa effettuati in esercizi precedenti.

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