Aiuti economici emergenza Coronavirus
(Foto Serena Cremaschi Insidefoto)

Aiuti economici emergenza Coronavirus – Il Governo si prepara a un nuovo provvedimento d’urgenza per fornire aiuti alle attività economiche che sono state limitate o direttamente chiuse con il Dpcm approvato nella notte di sabato e in vigore a partire da oggi e fino al 24 novembre prossimo.

Come riporta il Sole 24 Ore, l’obiettivo è quello di erogare già entro la metà del prossimo mese un contributo a fondo perduto per le attività più colpite. L’idea è quella di un doppio binario:

  • un rimborso più elevato per le attività interamente sospese: cinema, sale gioco e scommesse, sale bingo, palestre, centri sportivi o piscine (per citarne alcune);
  • un ristoro più ridotto per quelle attività obbligate a chiusure limitate: bar, ristoranti e pub (operanti dalle 5 del mattino fino alle ore 18 per i servizi al tavolo o al banco e da asporto oltre la chiusura).

La novità rispetto alla prima edizione del fondo perduto introdotta al decreto Rilancio è che il ristoro sarà svincolato dalla perdita di fatturato e sarà erogato a tutte le attività coinvolte dalla nuova stretta anche con un volume di affari o di corrispettivi superiore a 5 milioni di euro.

Aiuti economici emergenza Coronavirus – L’erogazione dei contributi

Per l’erogazione tornerà in campo l’agenzia delle Entrate con la procedura già collaudata con il decreto rilancio. Una procedura che nei dieci giorni successivi alla presentazione della domanda è in grado di accreditare sul conto corrente del contribuente il contributo. Il ristoro sarà automatico per chi ha ottenuto il contributo nella prima edizione e «non si dovrà presentare domanda», ha setto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Inoltre, Gualtieri ha annunciato che questa volta l’aiuto sarà di importo più elevato rispetto alla prima edizione. Il nodo vero dell’operazione sono le risorse disponibili tra il sostegno all’occupazione e il nuovo fondo perduto. Difficile ipotizzare che per tutto il pacchetto annunciato da Conte siano sufficienti due miliardi di euro.

Aiuti economici emergenza Coronavirus – Le idee per la cassa integrazione

Solo per cassa integrazione, ripetizione dell’indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport, nonché l’erogazione di una ulteriore mensilità del reddito di emergenza servirebbero allo stato attuale non meno di 3-4 miliardi. A questi si dovrebbero aggiungere 1,5-2 miliardi per il fondo perduto e qualche altra centinaia di milioni per il nuovo credito d’imposta per gli affitti commerciali di ottobre e novembre e per l’esenzione dal versamento della seconda rata dell’Imu.

Al momento, l’ipotesi più accredita sulla cassa integrazione è un allungamento di 10 settimane per arrivare al 31 gennaio proprio per aiutare i settori più colpiti dalla crisi sanitaria. In legge di Bilancio poi si aggiungeranno altre 8 settimane, per un totale di 18.

Il tema è delicato. Anche perché nel pacchetto di aiuti immediati potrebbe finire anche una ulteriore indennità (mille o 600 euro) per i lavoratori che operano in alcuni settori in affanno, come gli stagionali del turismo, gli intermittenti, i lavoratori dello spettacolo e dello sport.

Sul tavolo, infine, anche l’idea del governo di allungare il divieto di licenziamenti per motivi economici fino al 31 gennaio. Se però si dovesse scendere a 6 settimane con la cassa integrazione, per ragioni di risorse, il divieto di licenziare si fermerebbe a fine dicembre.