Dopo il successo delle prime due edizioni, il Social Football Summit è pronto a tornare. L’unico appuntamento italiano dedicato a digital e social media marketing, alla brand strategy ed all’innovazione nella Football Industry. Un evento di cui Calcio e Finanza sarà media partner anche in questa edizione.

Il Social Football Summit si inserisce nella road map internazionale degli eventi dedicati esclusivamente alla Football Industry e, dopo l’edizione dello scorso anno tenutasi allo stadio Olimpico di Roma con ospiti del calibro di Roberto Mancini e Paolo Condò, quest’anno si svolgerà in modalità totalmente digitale il 17-18-19 novembre in ossequio alle restrizioni previste per fronteggiare l’emergenza da Covid19. Il SFS è organizzato da Social Media Soccer, la startup del gruppo Go Project specializzata nei servizi dedicati al calcio e proprietaria di una piattaforma innovativa che analizza le performance social di squadre di calcio e calciatori.

Abbiamo intervistato in anteprima Damiano Cori, Marketing & Business Developer di Social Media Soccer, per parlare dell’avvicinamento all’evento e della sua organizzazione.

“Il Social Football Summit è un evento nato dall’esperienza di Go Project e Social Media Soccer con l’obiettivo di catalizzare l’attenzione di professionisti, operatori economici, aziende e istituzioni e dare un punto di riferimento sia per il mercato italiano che quello estero. Il Social Football Summit ha l’obiettivo di diventare una fucina di idee per lo sviluppo del sistema calcio e allo stesso tempo un momento di confronto tra tutti gli stakeholder. L’evento – dice Damiano – dovrà evolversi superando i confini, diventando il primo evento italiano a livello internazionale dedicato alla Football Industry”. Come detto, questa edizione sarà frubile in versione totalmente digital e l’organizzazione si sta preparando a questa grande sfida.

 

Abbiamo delle aspettative e degli obiettivi – continua Damiano – legati al livello dei temi che tratteremo e degli speaker coinvolti. Il percorso intrapreso è quello di rendere il Social Football Summit sempre più internazionale ed anche per questo abbiamo scelto di trasmettere non solo in italiano ma anche in lingua inglese per raggiungere la dimensione globale. Certamente auspichiamo anche una partecipazione importante di “pubblico”, che all’interno della piattaforma web avrà l’opportunità di entrare in contatto e fare networking con il resto dei partecipanti, speaker e aziende comprese”.

La grande novità di quest’anno è rappresentata dall’eSports Summit, evento che si terrà nelle giornate del 23 e 24 novembre. Un mondo, quello degli eSports, in costante crescita anche a livello italiano (come evidenziato dai dati relativi al periodo del lockdwon) su cui l’organizzazione ha deciso di porre ancora più attenzione dopo il successo dello scorso anno. “Partendo dall’esperienza della passata edizione, in cui abbiamo dato risalto agli eSports dedicandogli un’intera giornata all’innovation stage, quest’anno abbiamo voluto dare agli eSports lo spazio che meritano. Il 23 e 24 novembre ci sarà la prima edizione dell’ “eSports Summit”. L’assenza di eventi sportivi e di entertainment tradizionali – spiega Damiano – ha spinto gli eSports verso l’attenzione di un pubblico generalista, riflettendosi in numero crescente di utenti. La pandemia ha costretto il sistema sportivo a una riflessione e a una rivisitazione integrale. Gli eSports hanno avuto l’occasione di essere, per molti, la cenerentola protagonista a livello mediatico e non solo. Le organizzazioni dovranno avere la capacità di maturare ed evolvere, migliorando un mondo che può essere un vero e proprio asset per il calcio ma che ancora oggi soprattutto in Italia è visto con troppo scetticismo e prevenzione”.

 

Sono tantissimi, inoltre, i partner e le istituzioni sportive che offrono supporto a questo grande evento, con l’opportunità e la volontà di crescere ancora in futuro. Come, infatti, dice Damiano Cori “l’evento dovrà crescere insieme a tutti gli attori coinvolti. Uno degli obiettivi dell’evento è l’internazionalizzazione non solo in termini di partecipanti ma anche per quanto riguarda business e networking generato, e visibilità a livello mediatico”.

Riuscendo a cogliere anche le opportunità derivanti dalla trasformazione digitale, un percorso che negli altri Paesi (europei e non) è in atto già da qualche anno. “In Italia quando c’è da parlare di cambiamenti o trasformazioni siamo sempre al massimo livello però poi quando dobbiamo assumere il cambiamento o dobbiamo innescare la trasformazione ci riempiamo di alibi. Come si è già detto altrove, la pandemia da Covid-19, nonostante la situazione drammatica, ha spinto le organizzazioni ad evolversi e adattarsi pur di rimanere operative. Tuttavia, nei prossimi mesi ci dovremo aspettare una polarizzazione del mercato: chi ha la forza e l’energia per reagire e cambiare vincerà la partita, chi invece non ci riuscirà avrà stagioni molto difficili. Il tempo e gli investimenti devono essere abbinati a cultura e volontà. Durante il lockdown è stato evidente come le aziende che avevano già digitalizzato la fan e customer experience fossero quelle in netto vantaggio. In un settore come quello del calcio e dello sport in generale questo è un momento fondamentale, ora più che mai è il momento di agire”.