Vincenzo Spadafora (Photo by RICCARDO ANTIMIANI/POOL/AFP via Getty Images)
Vincenzo Spadafora (Photo by RICCARDO ANTIMIANI/POOL/AFP via Getty Images)

Intervistato dal TG5, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora si è soffermato sulle misure previste dal nuovo DPCM pubblicato nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 ottobre:

«Braccio di ferro col ministro Speranza per mantenere aperte palestre, piscine e centri sportivi? Ho difeso molto questa scelta perché credo che se ci fossero state evidenze scientifiche, sarei stato io il primo a chiederne la chiusura», ha detto Spadafora.

«Oggi così non è – ha sottolineato il ministro dello Sport – e quindi possono continuare gare e competizioni a livelli di professionismo ma anche di dilettantismo, nazionale e regionale».

Conte è stato chiaro, e se le regole non verranno rispettate si potrà richiudere tutto: «Sì, però credo anche che il mondo dello sport fino ad oggi abbia in modo molto rigoroso rispettato tutti protocolli, quindi in queste ore ho riunito i vertici dei principali organismi sportivi, a partire dal presidente del CONI, per valutare e rivedere in alcune parti i protocolli».

«Questa situazione – ha proseguito – potrà essere difficile per le palestre solo se dovesse peggiorare la situazione generale del paese, ma a quel punto vorrebbe dire che anche 6 persone al ristorante non potranno più starci. E’ molto più rischioso stare intorno a un tavolo in 6, piuttosto che allenarsi in una palestra».

«La riforma dello Sport non sembra piacere? Nel suo complesso invece mi sembra che possa piacere un po’ a tutto il mondo dello sport. In Legge di Stabilità noi abbiamo approvato 100 milioni di euro che serviranno ai lavoratori sportivi per i nuovi contratti che daranno tutela. Siamo in dirittura d’arrivo», ha concluso.