Taglio agli stipendi dei calciatori
(Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Petizione contro sospensione sport dilettanti in Lombardia – In attesa dei nuovi interventi del governo per contenere la diffusione dei contagi da Covid-19 che potrebbero coinvolgere anche gli sport dilettantistici, in Lombardia cresce la protesta di associazioni e società sportive contro l’ordinanza del presidente Attilio Fontana che, venerdì 16 ottobre, ha decretato lo stop di tutte le competizioni dello sport dei dilettanti di carattere regionale che prevedano il “contatto fisico”, comprese quelle dei settori giovanili.

Nella serata di sabato 17 ottobre è partita una petizione sulla piattaforma change.org per «modificare l’ordinanza 620 della Regione Lombardia».

L’iniziativa di protesta online, alle 20 di sabato, alle 11 di domenica 18 ha raccolto oltre 22.249 firme. L’obbiettivo è raggiungere quota 25 mila adesioni.

«Chiediamo che il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana modifichi l’ordinanza n. 620 del 16/10/2020 (l’“Ordinanza”) nella parte in cui sospende totalmente le attività (anche gli allenamenti) delle associazioni e società dilettantistiche di sport di contatto. Tale previsione è manifestamente arbitraria ed irragionevole, e ha l’effetto di realizzare inaccettabili disparità di trattamento, colpendo (ancora una volta) i nostri ragazzi», si legge nel testo della Petizione pubblicata su change.org.

Petizione contro sospensione sport dilettanti in Lombardia – Le motivazioni dei promotori

Tre le motivazioni avanzate dai promotori dell’iniziativa per chiedere al presidente della Lombardia di ritirare o modificare l’ordinanza.

1) Lo sport di contatto all’aria aperta (primariamente il calcio), pesantemente regolamentato come lo erano prima dell’Ordinanza non è più rischioso dello svolgimento di attività sportive in palestra e in piscina (attività che avvengono in locali chiusi e spazi limitati), che invece sono consentite. L’Ordinanza mantiene aperte anche le discoteche e le sale da ballo: altra situazione che mi pare più rischiosa degli sport di contatto all’aperto. E’ irragionevole la disparità di trattamento con gli sport di contatto “non dilettantistici”: anch’essi non sospesi.

2) Le associazioni e società di sport di contatto non vengono considerate “attività economiche”, eppure hanno una loro economia: il blocco totale disposto, se prorogato (come verosimilmente accadrà), determinerà una “pur parziale” richiesta di rimborso da parte degli associati e degli iscritti. Anche in questo caso, una disparità di trattamento con chi gestisce attività (economiche) sportive al chiuso.

3) L’effetto è quello di disimpegnare migliaia di ragazzi che dopo la scuola si troveranno privi delle loro solite attività, colpendone quella “socialità organizzata” che – oltre ad essere molto importante per la loro “salute psichica” – è certamente meno rischiosa della “socialità disorganizzata” che senz’altro tenteranno in ogni modo di avere (ed avranno) in maniera autonoma.
L’Ordinanza va immediatamente modificata consentendo alle associazioni e società sportive di svolgere l’attività in maniera regolamentata (almeno gli allenamenti).

Petizione contro sospensione sport dilettanti in Lombardia – Si attendono le nuove misure del governo

L’ordinanza del presidente della Regione Lombardia potrebbe a breve essere superata dal testo del nuovo Dpcm che il governo Conte si appresta a varare per contenere la diffusione dei contagi da Covid in Italia.

In serata il presidente del Consiglio parlerà agli italiani per illustrare le nuove misure, ma le indiscrezioni circolate parlano con insistenza di obbligo di chiusura per le palestre e il divieto per gli sport dilettantistici da contatto.

Indiscrezioni che sono state parzialmente smentite da fonti del ministero dello sport: «Nessuna decisione è stata presa ancora in merito alla chiusura di palestre e piscine».

In vista del nuovo Dpcm , fonti del ministero dello sport intervengono, sottolineando all’ANSA, «come il settore abbia affrontato ingenti spese per adeguare i propri spazi ai protocolli di sicurezza, e che nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati».

Restano invece a forte rischio chiusura gli sport di contatto praticati a livello dilettantistico.