Andrea Agnelli (Insidefoto.com)

“Siccome mi sono reso conto che nelle ultime tre conferenze all’ultima domanda ho risposto una fesseria, le risponderò la prossima volta”. Così si è conclusa la conferenza stampa di Andrea Agnelli, presidente della Juventus, dopo l’assemblea degli azionisti bianconeri di ieri. Risposta a una domanda in cui si ipotizzava la possibilità di ingresso di soci come fondi di private equity (e non solo) nell’azionariato della Juventus, alla luce anche dell’interesse dei fondi per la Serie A.

Un interesse in generale, tuttavia, per il calcio, come sottolineato dallo stesso Agnelli nel corso della conferenza. “Notizia interessante è che il fondo Texas Pacific Group, ex proprietà Ducati, avrebbe fatto offerta per rilevare seconda lega inglese. C’è consapevolezza dell’interesse degli operatori finanziari per il calcio ed è di assoluto conforto”.

In tal senso, spiega il Corriere dello Sport, non pare ad oggi così assurda l’ipotesi di allargare il perimetro societario ad altri investitori internazionali, siano essi fondi di private equity o altri. Come d’altronde già avviene oggi, considerando che Lindsell Train è attualmente il secondo azionista della Juventus, con una quota pari all’11,3% dell’azionariato bianconero, in cui Exor comunque possiede il 63,77% e ha quindi la possibilità di ridurre la quota anche alla luce del peso voto plurimo che dà alla holding il 77,87% dei diritti di voto.

Ipotesi che potrebbe aiutare la Juventus anche dal punto di vista finanziario: come spiegato dal presidente Agnelli non ci sono problemi a livello patrimoniale, grazie all’aumento da capitale da 300 milioni dello scorso gennaio, ma la liquidità rimane un tema da tenere sotto attenzione.

Anche perché il nuovo piano di sviluppo, che sarà rivisto considerando che su quello lanciato nel 2019 per il 2021/24 ha avuto l’impatto della pandemia non sarà supportato dal ricorso né a nuovi investimenti da parte degli attuali azionisti (Agnelli ha escluso infatti nuovi aumenti di capitale) né al debito. La strada principale resta quella della rimodulazione del costo della rosa, investendo in un “mercato creativo” più sui giovani che sui campioni affermati. Il tutto senza dimenticare l’obiettivo di vincere. “Bisogna investire sui talenti, ma senza trascurare la competitività della Juventus che vuole vincere in Italia e che vuole rimanere competitiva in Europa”, le parole di Agnelli.

Juve tra conti e nuovo corso: il budget per il mercato

1 COMMENTO

  1. cara redazione penso che non vi leggerò più, siete arrivati a pubbliciazzare e citare le idiozie di uno pseudogiornale che non ha alcuna autorevolezza come il suo direttore ballerino