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Serie C impatto economico Covid – Le difficoltà della Serie C hanno radici lontane. Dopo il Trapani, anche il Livorno potrebbe rinunciare: in queste ore è una corsa contro il tempo per rispettare le scadenze, mentre i soci litigano e i giocatori potrebbero svincolarsi, tanto che la gara di domenica a Olbia potrebbe saltare.

Le problematiche della categoria sono anche legate alle conseguenze per il Covid. Azzeramento degli incassi al botteghino (biglietti e abbonamenti) e crollo delle sponsorizzazioni. Queste le conseguenze economiche più evidenti.

Gli stadi chiusi sono stati la prima botta per le casse delle società. ReportCalcio della Figc, negli anni scorsi, ha calcolato incassi per circa 22 milioni, in media ogni società potrebbe incassare 360mila euro, andando dai 22.500 del Renate ai 2 milioni del Bari, calcolando anche la percentuale del 15% per le partite in trasferta. La recente riapertura al 15% della capienza fino a 1.000 persone aiuta i piccoli club, ma forse peggiora quella dei grandi perché l’apertura dello stadio per una gara può essere più costosa dell’incasso relativo.

Per quanto riguarda il crollo delle sponsorizzazioni: un po’ per la crisi economica, un po’ perché non hanno più visibilità all’interno degli stadi, si ipotizza che vengano a mancare in media 200mila euro a club.

Inoltre, per evitare contagi, sono state introdotte le misure restrittive del protocollo redatto tra Figc e Cts. Oltre al crollo delle entrate, alla voce uscite si è aggiunta quella per le spese necessarie a rispettarlo. Per i tamponi e i test sierologici ci vogliono in media quasi 2.800 euro a settimana, per un gruppo squadra di circa 40 persone; poi ci sarebbero le sanificazioni che costano quasi 1.800 euro a settimana, i voli charter e i treni con vagoni riservati, il doppio pullman (poco utilizzato per la verità), l’hotel riservato con pranzi e cene a turni o per le quarantene: si può arrivare anche a 50mila euro al mese per società.