Premier League 18 squadre
(Photo by Stu Forster/Getty Images)

La Football Association (la Federcalcio inglese) sarebbe pronta a usare la sua “golden share” – una sorta di potere di veto – per bloccare i piani dei grandi club, guidati da Liverpool e Manchester United, intenzionati a rivoluzionare la Premier League.

Il piano, soprannominato “Project Big Picture”, consentirebbe alle cosiddette “big six” della Premier League (Arsenal, Tottenham Hotspur, Chelsea, Liverpool Manchester City e Manchester United) di prendere il controllo del processo decisionale e di ottenere una quota maggiore di ricavi.

A proposito di questo piano, il Times ha appreso che la FA bloccherebbe qualsiasi tentativo di accentrare il potere nelle mani dei grandi club e di farli arricchire ulteriormente utilizzando la sua “golden share”, un diritto acquisito alla nascita del torneo nel 1992, e che consente all’organo di governo di esercitare il proprio veto su una serie di questioni significative.

Rick Parry, presidente della EFL, si è detto sostenitore del piano, che prevede che la EFL riceva un quarto di tutte le entrate televisive della massima serie, e ha detto al programma Today di BBC Radio 4: «Dovremmo dare enorme credito a due dei nostri più grandi club per aver mostrato leadership che è mancata altrove. Perché ci darebbero il 25% di tutte le entrate televisive se quello che cercano di fare fosse prendere il potere? A loro importa della piramide».

In base alla proposta, le big six sarebbero in grado di determinare le politiche sugli accordi di trasmissione e la quota di entrate, e sarebbero persino in grado di porre il veto alle acquisizioni di altri club della Premier League. Il massimo torneo inglese verrebbe inoltre snellito, passando da 20 a 18 squadre, con la League Cup e il Community Shield eliminati.

Un presidente della Premier League ha detto ieri sera che il piano è «oltraggioso», mentre l’amministratore delegato di un club ha detto che essenzialmente «ucciderebbe la Premier League come competizione».

Parry ha affermato che, sebbene il piano fosse essenzialmente una sua idea, si trattava di «due dei nostri grandi club che mostrano leadership quando è necessario». L’uomo ha inoltre respinto le critiche alla sua decisione di rivelare il piano a un quotidiano nazionale prima di consultare la maggior parte dei club o la stessa Premier League.