Saras accuse Isis
Massimo Moratti (Insidefoto)

Saras Moratti opa – Martedì 29 settembre il titolo Saras ha toccato il minimo storico a 0,426 euro. Ad una settimana di distanza, cinque sedute dopo, le azioni della società della famiglia Moratti hanno guadagnato quasi il 20%, con la chiusura di ieri – martedì 6 ottobre – a 0,51 euro e volumi di scambio degli ultimi giorni che non si vedevano da mesi.

Apparentemente non ci sono notizie che sostengano questa variazione di tendenza, potrebbe trattarsi di un rimbalzo tecnico. Nelle sale degli analisti, però, circola con insistenza la voce secondo cui presto potrebbero esserci importanti cambiamenti nell’azionariato della società. Secondo quanto riporta MF-Milano Finanza, sono già alcuni mesi che il dossier Saras sta circolando sulle scrivanie di alcune banche d’affari, anche se in estate non si erano affacciati soggetti realmente interessati a una trattativa.

La testata riporta che ieri tra gli operatori c’era chi ipotizzava un delisting, sfruttando le quotazioni ai minimi, mentre altri sostenevano invece che negli ultimi giorni un fondo americano si sarebbe affacciato e avrebbe iniziato a sondare il dossier per un’eventuale operazione. Da qui alla possibilità di un’offerta pubblica amichevole ovviamente il passo non è così breve.

La società ha chiuso il primo semestre 2020 con ricavi in flessione del 41% a 2,74 miliardi e con un margine operativo lordo in flessione del 34%, passato da 108,8 a 71,7 milioni. In occasione della semestrale la società aveva anche informato il mercato di aver avviato la negoziazione con le banche per un rafforzamento delle linee di credito a medio lungo termine, oltre alla rivisitazione di alcuni parametri finanziari sulle linee esistenti, per tener conto delle mutate condizioni di mercato.