La brand extension delle società di calcio ai tempi del Coronavirus
(Photo by GABRIEL BOUYS/AFP via Getty Images)

La stagione 2018-2019 era stata la più prospera di sempre per il calcio europeo, se prendiamo in considerazione i benefit assoluti relativi all’enorme giro di denaro del contesto calcistico. Secondo quanto riporta lo studio conosciuto come “Annual Review of Football Finance”, la cui 29esima edizione è stata pubblicata dallo Sports Business Group di Deloitte, i primi cinque campionati di calcio d’Europa hanno generato un fatturato record di 17 miliardi nella stagione 2018-2019, il che significa un aumento globale del 9% rispetto all’annata precedente.

Sebbene vada ricordato che tale classifica prende in considerazione solamente le entrate relative a diritti TV, ingressi allo stadio e accordi commerciali (non considera invece i ricavi legati al calciomercato), il dato è più che significativo, visto che si tratta di un record assoluto in questo campo, come si può vedere dal seguente link https://www.repubblica.it/

Tuttavia, le cause di forza maggiore che hanno bloccato l’andamento regolare della stagione 2019-2020, obbligando sia le federazioni nazionali sia la UEFA a dover cambiare in corso il calendario delle competizioni calcistiche, hanno fatto sì che l’annata conclusasi solamente ad agosto scorso facesse cadere di schianto gli ottimi numeri registrati nella precedente annata.

A risentire di questa crisi vi sono alcune delle società più solide di sempre, tra le quali spicca il Barcellona, una delle candidate alla vittoria del torneo nazionale spagnolo attuale secondo le quote delle scommesse rilevate da https://www.planetwin365.it/

La società catalana, la quale l’anno precedente era riuscita a fatturare intorno agli 840 milioni, ossia ben 80 in più rispetto agli acerrimi rivali del Real Madrid, è invece sprofondata dopo il blocco dell’annata scorsa, il quale si è sommato ai tanti debiti contratti per la ristrutturazione del Camp Nou, anch’essa inceppatasi, i quali hanno costretto la dirigenza a cercare soluzioni di finanziamento.

Il debito totale del club blaugrana ammonta adesso a 488 milioni di euro, secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo AS, e le poche possibilità di investimento della società catalana si sono viste nel mercato attuale, nel quale è arrivato solo alla fine il terzino dell’Ajax Sergiño Dest, la cui presentazione è inoltre stata un fiasco https://www.sportmediaset.mediaset.it/

I catalani, i quali hanno sul groppone i pesantissimi ingaggi di giocatori come Lionel Messi, Antoine Griezmann e Gerard Piqué, dovranno dunque rimboccarsi le maniche nel prossimo mercato.

Un’altra squadra che ha sofferto una serie importante di perdite dal punto di vista economico è il Manchester United. La società inglese, infatti, ha ufficializzato debiti per 480 milioni, praticamente la stessa cifra del Barcellona, non riuscendo però a dominare come è solita farlo sul mercato e acquistando solamente il centrocampista olandese van de Beek per 39 milioni.

Ha puntato inoltre su altri acquisti non troppo onerosi e a ingaggiare a costo zero il centravanti uruguaiano Edinson Cavani, il cui contratto con il Paris Saint Germain era scaduto il 30 giugno scorso. La crisi dell’anno scorso, insomma, è stata letale principalmente per le squadre il cui marketing è più dominante. Non è un caso, infatti, che sia il Barça sia lo United siano tra le società di calcio più vistose e commercializzate del pianeta e con tifosi in ogni dove.