Juventus Napoli legale Napoli
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

“Domani il giudice sportivo decreterà lo 0-3 a tavolino e un punto di penalizzazione al Napoli? Il Napoli ha documentato a Figc, Lega e Giudice sportivo che sussistevano delle condizioni ostative alla disputa della gara, per cui non è il Napoli che ha scelto di non andare a Torino, ma sono state le autorità competenti che, in materia di sicurezza e ordine pubblico, lo hanno impedito. Il Napoli per andare a Torino avrebbe dovute violare provvedimenti statali a rischio di esposizione a procedimenti penali”.

Sono le parole di Mattia Grassani, legale del Napoli, che è intervenuto a Radio Anch’Io Sport, dopo che la squadra partenopea non si è recata a Torino per disputare la partita con la Juventus. Grassani aveva già parlato ieri alla Domenica Sportiva, spiegando: “Se dovesse arrivare il 3-0 a tavolino il Napoli non lo accetterà“.

Per quanto riguarda il protocollo, Grassani ha spiegato: “Il protocollo che richiama la circolare del 18 di giugno è chiaro. Con questo protocollo le Asl hanno giurisdizione esclusiva sulla determinazione della deroga per disputare gare in casa o trasferta. Inoltre, stabilisce che in caso di contatti stretti e di quarantena a decidere che tipo di quarantena ci debba essere sono le Asl territoriali e non vedo come possa essere differente“.

“Quello su cui non sono d’accordo e mi indigna – prosegue l’avvocato della società – è che si possa anche solo pensare che le Asl possano condizionare il campionato in base agli interessi di qualcuno, quando l’unico interesse in questo caso è quello della salute della gente. Le Asl svolgono ruolo di garanzia assoluta quando non ci sono le condizioni che consentono alle società di calcio di spostarsi, e in questo caso due Asl di Napoli hanno escluso questa possibilità, ritenendo non sussistenti le condizioni. Per cui credo sia un ruolo primario, che anche il ministero della salute riconosce, e non invece il rischio di una perdita di controllo da parte delle organizzazioni sportive, per un campionato che si deve disputare si, ma non a tutti i costi e anche a rischio della salute delle persone e non solo degli addetti ai lavori”

“Ha sbagliato l’Asl di Genova a non fermare il la trasferta dei rossoblu? E’ difficile arrivare a dire chi ha sbagliato, sicuramente sono state interpretazioni. Non potendo decidere una autorità centrale, né sportiva e né sanitaria, la delega del protocollo demanda alle Asl di ogni regione questo tipo di competenza. Per cui a Genova con un po’ di irriverenza si è corso un grande rischio, per fortuna il contagio non ha avuto conseguenze devastanti. Di sicuro a Napoli sottovalutazione o superficialità non c’è stata, altrove potrebbe esserci stato un atteggiamento un po’ più leggero”.

In conclusione l’avvocato della squadra partenopea ha dichiarato: “Se il giudice sportivo domani dovesse ritenere sussistenti i requisiti per comminare un 3-0 a tavolino, e nella casistica abbastanza consolidata potrebbe anche esserci il punto di penalizzazione, quindi -4, credo che lo sport perderebbe una occasione assolutamente importante per dare un segnale diverso, cioè che non si deve giocare a tutti i costi, ma bisogna anche tenere conto delle situazioni che hanno impedito la disputa della gara. Bisogna fare un passo indietro e tenere conto anche di un bene comune superiore al calcio”.