(foto Sky)

Il nuovo modo di fruire contenuti televisivi ha rivoluzionato il concetto di palinsesto televisivo. La televisione lineare sopravvive per quanto riguarda gli eventi live – in particolare news e sport – ma sono i contenuti on demand a farla da padrone.

Lo spiega ItaliaOggi, mostrando che la serie tv Diavoli ha fatto registrare su Sky ascolti differiti (ovvero, nei sette giorni successivi alla messa in onda del prodotto) pari al 63% del totale ascolti; la serie Petra, con Paola Cortellesi, è al 61%.

Da Sky spiegano che «questi sono i dati di Auditel a sette giorni e sono solo dati televisivi, non includono Sky Go e Now Tv. Su queste piattaforme la percentuale di visione non lineare è ovviamente più alta. Su Sky Atlantic, per esempio, si viaggia sul 90% di non lineare; su Sky uno tra il 70 e il 75%».

Al momento non si possono ancora sommare le audience televisive, lineari oppure on demand, con quelle sui device digitali, che comunque sono rilevate da Auditel. E anche su questo fronte i risultati di Sky sono importanti.

La forza della piattaforma controllata da Comcast è soprattutto nella clippizzazione di contenuti, in particolare sportivi e di news, con video di durata breve. In particolare, Sky è l’editore televisivo dominante nei legitimate streams, ovvero nei video erogati e visti da qualcuno per almeno 300 millisecondi.

Era poco sopra i 300 milioni di legitimate streams nell’agosto 2019 (con Mediaset poco sopra i 100 milioni), con una crescita a quasi 500 milioni nel settembre 2019, vicino a 600 milioni a gennaio 2020, boom a quasi 700 milioni a marzo, in fase di lockdown, per poi assestarsi a 580 milioni in giugno e scendere sotto quota 400 milioni in agosto.

Anche il tempo speso nella visione dei contenuti sta aumentando parecchio. In questa classifica Rai e Mediaset erano davanti a Sky nell’agosto 2019, con circa 6-7 milioni di ore ciascuno di contenuti visti in quel mese, e Sky sotto i 5 milioni.

Poi la crescita è stata impetuosa: a febbraio 2020, sia Mediaset sia Rai contavano su 25 milioni di ore viste al mese, con Sky vicina quota 20 milioni. Il Biscione ha proseguito tra i 20 e i 25 milioni di ore pure nei mesi successivi, mentre Rai, dopo il picco a 30 milioni di ore in aprile, e crollata attorno ai 13 milioni di ore in agosto 2020, con Sky che l’ha superata, viaggiando invece nell’intorno dei 15 milioni di ore al mese.

In generale, comunque, l’analisi delle performance sui device digitali mostra il prevalere della fruizione on demand rispetto a quella live, e una differenziazione di posizionamento tra i vari editori con Sky, come detto, concentrata nella distribuzione di clip, e Mediaset e Rai molto forti nell’erogazione dei contenuti long-form.