Thomas Bach Presidente Cio riforma sport Italia
Thomas Bach (Photo by Fabrice COFFRINI / AFP) (Photo by FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

“La riforma dello sport italiano viola la carta olimpica” tuona Thomas Bach, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), in occasione dei campionati mondiali di ciclismo a Imola.

Come riporta la Repubblica, il presidente del Cio contesta la riforma avviata dall’allora governo gialloverde con la creazione di Sport e Salute, società sotto il controllo ministeriale che ha preso il posto di Coni Servizi Spa nel 2019, e con l’approvazione della legge delega sullo sport. Un piano che ora il secondo governo Conte si accinge a completare con il Testo unico dello sport.

“Siamo molto preoccupati riguardo la situazione e il funzionamento del Coni e questa preoccupazione sta crescendo – ha spiegato Bach –. Abbiamo scritto una lettera al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, rappresentando la seria preoccupazione perché vediamo che con questa legge il Coni non è conforme alla Carta Olimpica. In questo momento vediamo un rischio impattante sulla preparazione degli atleti olimpici dell’Italia per le Olimpiadi di Tokyo: questo può significare meno chance di medaglie per l’Italia”.

Il nodo è l’autonomia, soprattutto economica, perduta dal Coni. Il numero 1 del Cio ha anche aggiunto i dubbi su due impianti dei Giochi 2026: la pista di pattinaggio velocità di Baselga di Pinè in Trentino (serve la copertura), e la realizzazione della pista di bob, skeleton e slittino a Cortina d’Ampezzo. Inoltre il Cio ha promesso quasi un miliardo per Milano-Cortina 2026, e questa cifra potrebbe tornare in discussione.

“Siamo molto preoccupati sulla non funzionalità del Coni, che non è conforme alla Carta olimpica. Questo significa che siamo anche molto preoccupati per la preparazione e l’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Capisco che ora il Coni sta cercando un’altra soluzione, per riuscire a soddisfare i requisiti minimi, quindi essere in accordo con la carta olimpica e soddisfare. Il segretario generale del Coni ha bisogno di essere messo in condizione di lavorare nel pieno delle sue funzioni. Ora invece il segretario generale è soggetto alle istruzioni di società esterne al Coni”.

Non si è fatta attendere la replica del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora: “Secondo me (Bach) non ha letto la legge. Ma se l’ha fatto, indichi con chiarezza assoluta in quali punti la bozza non rispetta la Carta Olimpica. Se per Bach l’autonomia del Comitato Olimpico nella Bielorussia di Lukashenko non è in discussione, figuriamoci in Italia – aggiunge Spadafora -. Stia tranquillo comunque sulla nostra Olimpiade 2026, i lavori procedono bene. Glielo potranno confermare il presidente della Fondazione Milano-Cortina e il numero 1 del Coni, che sono la stessa persona”. Saltato, per indisponibilità di entrambe le parti, un incontro inizialmente fissato per il 15 ottobre.

Sullo fondo c’è il rischio, paventato da Bach, che il Cio sospenda il riconoscimento del comitato olimpico italiano già il 7 ottobre. Gli azzurri non potrebbero gareggiare alle Olimpiadi sotto la bandiera tricolore e senza l’inno di Mameli.